Italia a caccia di fondi sovrani negli Emirati Arabi

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di Francesco D'Arco 6 Maggio 2009 | 11:15
Il prossimo 10 maggio l’associazione AIFI incontrerà ad Abu Dhabi una serie di fondi e società di investimento arabe interessate a investire in società italiane. Obiettivo rilanciare l’economia del Bel Paese con l’aiuto del private equity. Nonostante la Commissione europea.

Mentre la Commissione europea propone nuove regole più stringenti per le società di private equity che gestiscono oltre 100 milioni di euro, l’associazione italiana di settore, l’AIFI, spinge per un rilancio dell’economia nostrana tramite l’intervento di fondi arabi.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Radiocor, l’associazione guidata da Giampio Bracchi, il prossimo 10 maggio, incontrerà ad Abu Dhabi alcuni studi legali, tra cui Bonelli Erede Pappalardo, advisor e investitori arabi come Adia e Mubadala “per valutare coinvestimenti in Italia o anche negli Emirati, considerando che i private equity italiani hanno in portafoglio circa 300 società”, scrive Radiocor.

“Il nostro obiettivo è incontrare i grandi investitori arabi per sottoporre loro investimenti in Italia e partnership a livello di portafoglio, considerando che in Italia i private equity associati all’Aifi hanno partecipazioni in circa 300 aziende” ha sottolineato Anna Gervasoni, direttore generale dell’Associazione, che non punta a una missione “istituzionale”, ma operativa volta a valutare concretamente le possibilità di investimento e di partnership tra Italia ed Emirati Arabi.

Nel corso dell’incontro l’Aifi vuole così presentare anche ai fondi sovrani potenzialmente interessati a investire in società italiana, lo scenario economico nostrano, alternando presentazioni di ampio respiro a veri e propri incontri one to one.

All’incontro parteciperà anche Gian Maria Gros Pietro in qualità di economista.

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