Wall Street sostenuta dal rientro dei capitali corporate, ma il retail scappa

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di Finanza Operativa 25 Giugno 2018 | 10:00

A cura di Alessandro Balsotti, strategist di Jci Capital
Wall Street continua a mostrare una chiara capacità di sovra-performare gli altri indici azionari e, più in generale, le altre categorie di asset rischiosi, sia in termini di prezzo che di flussi riportati (anche nel corso dell’ultima settimana i flussi in ingresso sull’equity US sono stati in netta controtendenza rispetto a quelli in uscita da molti altri mercati, come si vede dal grafico sotto).
Una recente analisi di JP Morgan fornisce un’interessante chiave di lettura. Nel primo trimestre dell’anno sarebbero stati rimpatriati negli Stati Uniti, sotto la spinta degli incentivi forniti dalla riforma fiscale, 217 bio USD (circa il 10% dello stock di profitti accumulati all’estero dalle multinazionali americane nel corso degli anni), un ritmo ben più elevato di quello visto nel 2005, un periodo in cui l’Homeland Investment Act di Bush aveva innescato una fase simile.
Parallelamente viene fatto notare come l’emissione netta obbligazionaria delle aziende US stia diminuendo significativamente (15 bio/mese nel Q2 2018 vs 27 nel Q1 2018 e 48 nel Q1 2017) mentre sono aumentati enormemente i buyback azionari (stima di 150 bio Q2 vs 50 bio Q1).
Mettendo insieme i pezzi si potrebbe affermare che il rimpatrio dei profitti in atto viene utilizzato per ricomprarsi le azioni proprie e per ritirare il debito (diminuzione rispetto al trend precedente di emissioni nette), il che aiuta a spiegare l’ottima performance relativa di Wall Street.
L’analisi fornisce anche qualche ‘ombra’. I flussi in acquisto di asset finanziari (sia azioni che obbligazioni) provenienti dal mondo retail sarebbero invece peggiorati in maniera importante dopo la fortissima volatilità (azionaria) di febbraio. La media mensile dei 12 mesi precedenti era stata di 45 bio USD /mese (fondi azionari) e di 65 (fondi obbligazionari). A partire da febbraio siamo scesi nettamente, a 15 bio/mese sia su azioni che su reddito fisso. In altre parole il ‘wall of money’ dei piccoli risparmiatori che aveva costantemente supportato i mercati statunitensi nel 2017 sta venendo a mancare, per ora sostituito dai capitali corporate in rientro negli Stati Uniti.

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