Titoli da officina

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di Finanza Operativa 27 Giugno 2018 | 14:00

A cura di Francesco Lavecchia, Morningstar
Prove di recupero per l’industria della componentistica per auto. Dopo un 2017 molto negativo, nel quale le stock del settore hanno risentito della cattiva intonazione del mercato delle quattroruote, da inizio anno sembra si stia muovendo qualcosa: le valutazioni di alcune aziende sono risalite e il rapporto Prezzo/Fair value del comparto è arrivato a toccare quota 1,10.  Nonostante questo, però, nel segmento dei rivenditori di autopart è ancora possibile trovare delle buone occasioni di investimento.
Crescita media al 4% per AutoZone
AutoZone, ad esempio, ha ceduto il 10% del suo valore di mercato durante lo scorso anno e il 6,6% da inizio anno (rendimenti in dollari al 24 giugno 2018). Al momento le sue quotazioni si aggirano attorno ai 670 dollari, largamente al di sotto della stima del fair value che è pari a 760 dollari (report aggiornato al 30 maggio 2018).
Gli analisti riconoscono all’azienda un Economic moat per effetto di un brand di altissimo valore e di un vantaggio di costo rispetto ai competitor maturato grazie alla sua estesa rete di distribuzione. “AutoZone è leader nel mercato del fai-da-te e può contare su una clientela poco sensibile ai prezzi di vendita. I pezzi di ricambio per le auto, infatti, sono prodotti difficili da comprare e questo spiega perché molte persone preferiscano rivolgersi agli addetti vendite di AutoZone, che offrono anche attrezzi per la riparazione, video di istruzioni e diagnosi veloci, piuttosto che acquistarli online. Inoltre, il gruppo ha di recente iniziato a sviluppare anche il canale di vendita dedicato ai clienti business, segmento che gli garantisce margini di profitto più elevati. L’azienda può contare poi su una rete di distribuzione molto capillare sul territorio nazionale, cosa che le permette di realizzare economie di scala sui pezzi prodotti internamente e sulle forniture di terzi”, dice Zain Akbari di Morningstar.
“Nei prossimi 10 anni ci aspettiamo una crescita media dei ricavi del 4% e un margine Ebit medio del 18%. Il consolidamento del settore, l’apertura di nuovi punti vendita e l’espansione fuori dai confini nazionali e in particolare in Messico daranno una forte spinta alle vendite, mentre la decisione di impiegare parte dei risparmi ottenuti con la riforma fiscale nell’aumento dei salari farà da freno all’espansione dei margini di profitto”.
Advance Auto Parts in ripresa
Advance Auto Parts ha avuto un 2017 disastroso, conclusosi con un -41% in Borsa, ma da inizio anno le sue quotazioni sono salite già del 30% (rendimenti in dollari aggiornati al 24 giugno 2018). Sotto la guida del nuovo Ad insediatosi a fine 2016 l’azienda sta lavorando al miglioramento della rete di fornitori e dell’efficienza della distribuzione. Due fattori che, dicono gli analisti, dovrebbero aiutarla a colmare il gap in termini di profittabilità con le big del settore. “Advance è riuscita a guadagnarsi una quota importante del mercato business grazie alla capacità di garantire alta qualità nel servizio e alla grande velocità con la quale esegue le commesse. I professionisti del settore hanno esigenze più complesse e per questo sono meno propensi a cambiare fornitore per una semplice questione di prezzo”, aggiunge Akbari.
“Il 2018 dovrebbe concludersi con una contrazione del fatturato dell’1%, mentre nei successivi quattro le vendite saliranno a un tasso medio del 4% grazie al rafforzamento del segmento business e al trend favorevole del settore nel lungo termine. L’opera di razionalizzazione dei costi operativi, invece, dovrebbe produrre un significativo miglioramento dei margini di profitto. Sulla base di queste ipotesi, la nostra stima del fair value è pari a 157 dollari” (report aggiornato al 29 maggio 2018).

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