Puntare sulle banche italiane, ma solo in chiave tattica

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di Finanza Operativa 2 Luglio 2018 | 15:30

A cura di Christopher Gannatti, Head of Research, WisdomTree Europe
Dopo la solida performance registrata tra gennaio e aprile, a maggio i titoli bancari italiani hanno perso bruscamente terreno a fronte del livello di rischio molto più elevato per l’Italia scontato dagli investitori. L’indice FTSE MIB Banks ha ceduto oltre il 19% nel mese in esame, più del doppio rispetto al calo evidenziato dal più ampio indice MSCI Italy nello stesso periodo. Nei primi cinque mesi del 2018 quest’ultimo ha registrato un modesto rendimento positivo, mentre il FTSE MIB Banks è arretrato di oltre il 7%.
Tuttavia, adesso che l’Italia ha un nuovo governo, un’importante fonte di rischio è svanita. Dato che il sentiment nei confronti dell’Italia tende a trovare ampio riflesso nell’andamento dell’indice FTSE MIB Banks, il prossimo movimento per quest’indice potrebbe essere al rialzo. Con la performance delle prime due settimane di giugno ormai alle spalle, questo trend sembra infatti trovare conferma nell’Indice FTSE MIB Banks che ha performato il 5,72%, rispetto all’Indice MSCI Italy al 2,72% e l’Indice MSCI EMU al 3,18%.
In merito ai rischi, due i parametri principali che continuiamo ad analizzare in relazione al settore bancario italiano. Il primo è il differenziale di rendimento (spread) tra i BTP italiani e i Bund tedeschi. Con riferimento ai titoli decennali, nel 2013 il rendimento del debito italiano era superiore del 3% a quello del debito tedesco. Ci sono voluti circa cinque anni – sino alla fine di maggio 2018 – prima che lo spread tornasse su tali livelli.

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