Debiti pubblici e privati…

A
A
A
di Finanza Operativa 2 Luglio 2018 | 19:00

A cura di Paul Wetterwald, Capo economista, Indosuez Wealth Management
Questo mese due delle principali banche centrali, in particolare la Banca centrale europea (BCE) e la Federal Reserve statunitense, hanno tenuto le loro riunioni di politica monetaria. Il risultato ha, come previsto, confermato la svolta verso una politica monetaria più restrittiva. Nello specifco, le banche centrali porranno termine all’espansione dei propri bilanci (per la BCE a partire dal 2019) o la ridurranno ulteriormente (come nel caso della Federal Reserve).
Ciò non si traduce automaticamente in una diminuzione degli aggregati monetari o del debito, dato che la creazione di denaro passa anche dalle banche commerciali. Questo concetto vale anche in Svizzera dove l’Iniziativa Moneta intera, un’iniziativa popolare volta a vietare la creazione di moneta da parte delle banche commerciali, è stata respinta dai votanti in un referendum tenutosi due settimane fa.
La creazione di debito è destinata tuttavia a diventare più diffcile con un sostegno ridotto da parte delle banche centrali. Per alcuni si tratterebbe di una buona notizia, considerando che il debito pubblico dei paesi dell’ Organizzazione per la Cooperazione e lo Svilippo Economico (OCSE) in percentuale del PIL è aumentato in media di 25 punti percentuali dalla crisi del 2008. L’aumento del debito pubblico, dell’indebitamento delle famiglie e delle società non fnanziarie raggiunge attualmente in totale quasi il 250% del PIL in Cina, USA, Italia e Svizzera.
Analizzando questi dati e parafrasando Keynes, il problema potrebbe essere nostro. Questa conclusione sembra comunque affrettata dato che solitamente di fronte alle passività c’è sempre una contropartita, cioè delle attività. Ciò è vero sia nel caso del debito pubblico che di quello privato. I livelli di debito saranno considerati eccessivi solo se le attività non corrispondono alle passività, e se il servizio del debito è impossibile. Quest’ultimo caso dipende, tra gli altri fattori, dai tassi di interesse. Ai tassi correnti e tenuto conto delle previsioni, in certi casi i livelli di indebitamento continuano a sembrare sensibili anche per i clienti privati.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti