Lavoro: come i giovani affrontano la crisi

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di Fabio Coco 8 Maggio 2009 | 08:40
Sempre più difficile diventa per i giovani trovare il proprio posto nel mondo del lavoro. Il 42% di studenti e neolaureati sarebbe disposto a lavorare all’estero o lontano da casa, mentre il 35% sarebbe disposto a partire dal basso, pur di acquisire formazione.

La crisi tocca in maniera incisiva il mondo del lavoro, tanto che è stata prevista una diminuzione di  20 milioni di posti di lavoro in meno nel 2010, a livello mondiale.

Per le società di recruitment ed i portali dedicati ad esso, risulta sempre più importante capire quali siano le prospettive degli studenti, per quanto riguarda la ricerca del lavoro all’interno di questo contesto di crisi globale.
 
A questo proposito, eFinancialCareers ha condotto negli ultimi mesi, un sondaggio tra studenti e neolaureati, interrogandoli su quali fossero gli aspetti su cui è possibile trovare un compromesso che permetta di trovare lavoro nel settore bancario e finanziario.

La maggioranza dei rispondenti, per la precisione il 41,7%, si è detta disposta a valutare qualsiasi sede lavorativa, compresa l’eventualità di recarsi all’estero. Il 35% degli intervistati, invece, si dichiara disposto a trovare un compromesso riguardo al settore di impiego e  disposto a lavorare anche in ruoli meno appariscenti, quali quelli del back office.

Un periodo di apprendistato non retribuito sarebbe il compromesso scelto dall’11,7% e proprio la formazione è il campo su cui non è possibile transigere: solo il 3,3% di questi giovani ritiene che sia possibile avviarsi al lavoro in ambito finanziario, essendo relegati a svolgere mansioni non inerenti alla professione, come ad esempio, fare fotocopie e distribuire caffè. Inoltre, il prestigio del datore di lavoro pare avere una certa rilevanza, visto che solo l’8,3% di coloro che hanno risposto prenderebbe in considerazione di iniziare a lavorare per una piccola società semisconosciuta.

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