Mercati emergenti, tempesta in arrivo?

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di Finanza Operativa 3 Luglio 2018 | 18:30

A cura di Andressa Tezine – Analista senior del debito sovrano obbligazionario Fidelity International 
La combinazione di tensioni geopolitiche, minacce di guerre commerciali ed eventi recenti in Argentina e Indonesia, ha spinto gli investitori a chiedersi se ci sia un’altra crisi dei mercati emergenti in arrivo. Riteniamo che gli ultimi avvenimenti siano significativi, ma che rimarranno in qualche modo isolati.
Il fatto che l’Argentina recentemente sia stata in grado di vendere un’obbligazione a 100 anni è sconcertante e dimostra come la ricerca di rendimento sia divenuta di estrema urgenza. L’Argentina necessita di un profondo rinnovamento istituzionale e infrastrutturale, prima di poter essere realmente considerata un’opportunità d’investimento praticabile per il lungo termine. Partendo da un livello così basso, ci saranno sempre aree di opportunità, tuttavia un nuovo presidente e alcuni commenti relativi alla riforma economica non corrispondono a un cambiamento economico autentico e fondamentale; non è mai esistita alcuna garanzia che le riforme economiche della nuova amministrazione possano essere promulgate.
L’Indonesia rappresenta una situazione leggermente più problematica, poiché la pressione sui mercati delle obbligazioni e dei cambi è dovuta principalmente al rendimento dei decennali USA, che ha superato il 3 per cento. L’Indonesia è uno dei maggiori mercati del carry trade nel debito dei mercati emergenti e ha beneficiato dei bassi tassi del dollaro a livello globale e, più recentemente, di un miglioramento dei suoi termini di scambio, poiché i prezzi delle materie prime hanno registrato una ripresa. Si tratta di fattori che rendono il carry interessante e al momento il 30-40% circa del mercato obbligazionario è di proprietà straniera, con una possibilità minima di fuga in caso di chiusura delle posizioni.
L’Indonesia è stata oggetto di pressioni a vendere a partire dalle elezioni di Jakarta, vinte da un politico non appartenente al partito al governo. Questo sviluppo aumenta la prospettiva che il governo adotti misure populiste per rafforzare il sostegno in vista delle prossime elezioni. Al di là di ciò, la situazione indonesiana è simile a quella del Brasile, dove l’aumento del rendimento dei decennali USA fa sì che il debito in valuta locale risulti meno interessante: il real è stato protagonista di una vendita massiccia e di conseguenza, la banca centrale ha arrestato il taglio dei tassi.
D’ora in avanti, gran parte degli sviluppi futuri dipenderà dalla direzione del dollaro. La domanda fondamentale rimane relativamente solida e i prezzi delle materie prime sembrano reggere. Dovremmo tuttavia fare attenzione ai segnali mandati dal mercato obbligazionario e dei cambi relativi alla direzione futura della domanda globale e dei prezzi delle materie prime. Un altro periodo di calo dei prezzi delle materie prime avrebbe ripercussioni negative sulle valute dei mercati emergenti in America latina, EMEA e aree del Sud-est asiatico.

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