Etp, riaffiora la propensione al rischio

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di Finanza Operativa 5 Luglio 2018 | 10:00

A cura di WisdomTree

Gli afflussi verso gli ETP sull’oro hanno registrato un rimbalzo, portandosi a 73,3 mln di dollari e annullando i deflussi delle due settimane precedenti sulla scia della corsa agli acquisti stimolata dal calo dei prezzi. Le quotazioni del metallo giallo hanno chiuso il secondo trimestre a quota 1.252,60 dollari per oncia, il livello più basso in quasi sei mesi. Nonostante le tensioni geopolitiche in atto, le guerre commerciali e la correzione dei mercati azionari globali, l’oro – storicamente considerato un bene rifugio – non ha beneficiato del clima di avversione al rischio. Ciò ha senso da un punto di vista logico, poiché il metallo prezioso è sempre stato visto come una forma di assicurazione di lungo periodo, anziché come un bene rifugio da acquistare d’impulso a fronte di episodi di volatilità a breve termine. Una correzione prolungata e persistente dei mercati azionari dovrebbe dare supporto ai prezzi dell’oro. La debolezza delle quotazioni aurifere dall’inizio del 2018 è imputabile in gran parte al vigore del dollaro nel contesto di tassi in aumento negli Stati Uniti, a causa della correlazione negativa tra il metallo giallo e il biglietto verde. “Il sentiment nei confronti dell’oro rimane molto debole, ma gli afflussi della scorsa settimana suggeriscono che gli investitori sono posizionati in vista di un rialzo dei prezzi del metallo”, ha affermato Massimo Siano, Co-Head of Southern European Distribution presso WisdomTree.

I deflussi dagli ETP sul petrolio sono saliti a 21 milioni di dollari, prolungando il trend negativo per la seconda settimana consecutiva in quanto molti investitori hanno realizzato plusvalenze approfittando dell’aumento dei prezzi del greggio. La scorsa settimana le quotazioni petrolifere sono salite bruscamente a causa di ulteriori riduzioni dell’offerta, del calo delle scorte statunitensi e della notizia che l’amministrazione Trump mirerebbe a bloccare tutte le esportazioni di greggio iraniane entro il 4 novembre. I volumi record di lavorazione del greggio, abbinati a un aumento significativo delle esportazioni di petrolio dagli Stati Uniti, sono stati la causa principale della brusca e inattesa diminuzione delle scorte statunitensi, scese di 9,9 milioni di barili la scorsa settimana secondo quando riportato dal Department of Energy (DOE) statunitense. Il differenziale di prezzo tra il Brent e il WTI si è ridotto ulteriormente da 10 dollari a 5 dollari al barile a causa dell’interruzione della produzione di un impianto della provincia canadese dell’Alberta. L’impianto ha una capacità produttiva di quasi 350.000 barili al giorno e rimarrà probabilmente fermo sino alla fine di luglio, con la conseguente diminuzione dei volumi di greggio esportati dal Canada verso gli Stati Uniti. “Con la riduzione del differenziale di prezzo tra il Brent e il WTI diminuisce l’attrattiva delle esportazioni statunitensi; ci aspettiamo pertanto che le scorte di petrolio degli Stati Uniti rimangano elevate nei prossimi mesi”, ha osservato Siano.

Gli ETP su panieri di metalli industriali hanno registrato rimborsi del valore di 38,9 mln di dollari per la seconda settimana consecutiva a causa dell’indebolimento del clima di fiducia provocato dalle tensioni commerciali. I prezzi dei metalli industriali hanno continuato a muoversi nel contesto delle guerre commerciali in atto. “L’amministrazione Trump ha annunciato che avrebbe
 portato avanti i piani volti a limitare gli investimenti cinesi negli Stati Uniti, astenendosi tuttavia dall’attuare le misure più severe”, ha rilevato Siano. Al contempo i deflussi dagli ETP sul rame, del valore di 31,8 mln di dollari, sono proseguiti per la terza settimana consecutiva, portandosi ai massimi delle ultime 39 settimane.

Il cross Yen/Euro ha raccolto i maggiori investimenti delle ultime sei settimane, per un totale di 9,1 mln di dollari, in seguito all’accordo sull’immigrazione raggiunto dai leader europei in occasione del vertice dell’UE. “Gli afflussi verso gli ETP long yen short euro sono dovuti in apparenza alla corsa agli acquisti, in quanto la scorsa settimana la valuta giapponese ha ceduto lo 0,94% rispetto alla moneta unica alla notizia che il Consiglio europeo aveva raggiunto un importante accordo sull’immigrazione”, ha dichiarato Siano.

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