Petrolio, Trump vuole 2 mln di barili al giorno dall’Arabia, che però ne può dare al massimo 1,5

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di Finanza Operativa 5 Luglio 2018 | 10:30

A cura di François Rimeu, Head of Multi Asset, La Française AM

Nonostante le divergenze tra i membri dell’OPEC e un gruppo di Paesi non OPEC, il vertice del 22 giugno ha segnato il raggiungimento di un accordo su un aumento della produzione di petrolio pari a 1 milione di barili al giorno.

In realtà, l’accordo, di fatto, porterà a un incremento della produzione giornaliera di circa 700 mila barili, in quanto molti membri dell’Organizzazione non sono in grado di aumentare la propria produzione sino a questi livelli.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha esortato Riad a compensare le perdite causate dalle nuove sanzioni statunitensi contro l’Iran (che sortiranno i loro effetti a partire dal 4 novembre) e ad abbassare i prezzi del greggio, che quest’anno hanno raggiunto quota 80 dollari per barile, per la prima volta dal 2014. Sempre il presidente Trump ha pubblicato un tweet in cui ha chiesto all’Arabia Saudita di aumentare la produzione di petrolio di due milioni di barili al giorno.

E’ risaputo che il re Salman ha ricevuto una telefonata da Trump e che i due hanno discusso della necessità di sforzarsi di “mantenere la stabilità dei mercati petroliferi”. Tuttavia, ad oggi, non è ancora giunta conferma di un aumento della produzione proveniente dall’Arabia Saudita. In realtà, l’incremento dell’offerta fino a 2 milioni di barili sembra, nella migliore delle ipotesi, altamente improbabile, e questo, per un motivo facilmente intuibile: l’Arabia Saudita non ha abbastanza capacità produttiva supplementare per soddisfare questa richiesta.

Osservando i dati, il Paese infatti potrebbe aumentare la produzione fino a 11,5  milioni di barili, il che implica 1,2 milioni di barili in più al giorno. E anche questa ipotesi è solo teorica in quanto è molto difficile superare il 95% della capacità massima di produzione.

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