Aviva rivede l’asset allocation: crescita globale mitigata dal rischio protezionismo

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di Finanza Operativa 6 Luglio 2018 | 15:30

Aviva Investors ha rivisto la sua esposizione sull’azionario dei mercati emergenti, passando da overweight a neutral, alla luce degli sviluppi economici e politici negli Stati Uniti che hanno influenzato l’outlook sui mercati finanziari globali e le prospettive economiche.

È probabile che la Federal Reserve aumenti i tassi altre sei volte entro la fine del 2019 – ha dichiarato la società nel suo outlook relativo al terzo trimeste. La forte crescita economica degli Stati Uniti dovrebbe portare l’incremento del PIL mondiale al 4% quest’anno, il ritmo più elevato dal 2011. Le aspettative di crescita sono però meno consistenti altrove, visto che la Banca Centrale Europea e la Banca del Giappone difficilmente prenderanno ulteriori decisioni sui tassi prima della metà del prossimo anno.

Le politiche protezionistiche costituiscono la principale minaccia per i mercati globali. Gli Stati Uniti hanno annunciato, ma non imposto, dazi su 34 miliardi di dollari di prodotti cinesi, minacciando di estendere le misure fino a 400 miliardi. Se l’attuale contesa tra le due maggiori economie mondiali dovesse trasformarsi in una vera e propria guerra commerciale, le aspettative di crescita per i grandi esportatori – tra cui Cina, Giappone, paesi asiatici emergenti ed Eurozona – diminuirebbero drasticamente. 

Michael Grady, Senior Economist and Strategist di Aviva Investors, ha commentato: “Date le prospettive di crescita, restiamo positivi sugli asset rischiosi globali, ma segnaliamo un aumento del rischio di mercato. Abbiamo ridimensionato le nostre aspettative in merito ai rendimenti azionari, in particolare quelli maggiormente legati all’andamento del commercio e del dollaro. Al contempo, abbiamo migliorato la nostra view sul comparto azionario statunitense”.

“Anche se non dobbiamo sottovalutare il rischio di crescenti tensioni sugli scambi commerciali – la politica ‘America First’ del Presidente Trump potrebbe rivelarsi un fattore disruptive nei prossimi due anni – consideriamo questi sviluppi come elementi di volatilità che possono essere affrontati finchè non compromettono la ripresa globale. Non ci stupiremmo, tuttavia, di assistere con maggiore frequenza a picchi di volatilità o a mini-crash, poiché il sostegno delle banche centrali si sta lentamente riducendo e i mercati finanziari devono ri-prezzare il rischio sottostante”.

Le ultime view di Aviva Investors relative all’asset allocation:
• Riduzione marginale dell’esposizione complessiva sull’azionario: la riduzione dell’allocazione in regioni
maggiormente soggette al ciclo economico – che in precedenza rappresentavano la nostra posizione
maggiormente overweight – si riflette in ampia parte in un’esposizione neutrale verso i mercati azionari
emergenti; la minore liquidità statunitense e la crescita più debole degli utili rendono infatti i mercati emergenti meno interessanti.
• Le azioni del Regno Unito passano da underweight a neutral: l’aumento del prezzo del petrolio e il calo della sterlina hanno contribuito a migliorarne le prospettive di rendimento.
• L’azionario statunitense passa ad overweight.
• La posizione underweight sui titoli di stato rimane invariata.
• I titoli di stato statunitensi sono stati inseriti tra le posizioni a breve termine a causa del recente appiattimento della curva, mentre è stata leggermente ridotta la duration a breve dei titoli core dell’Eurozona.
• A causa di un euro un po’ più debole, il dollaro USA è passato da una posizione piuttosto neutrale a leggermente overweight, mentre lo yen è rimasto invariato e il dollaro australiano ha subito un deprezzamento.
• Un minore overweight sul debito in valuta locale dei Paesi Emergenti implica una diminuzione del nostro overweight sull’EM FX.

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