“Disposition effect”: un’anomalia nella finanza comportamentale

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di Finanza Operativa 23 Luglio 2018 | 14:00

A cura di Capital.com

Il disposition effect nella finanza comportamentale è uno dei numerosi bias da cui sono influenzate molte persone quando prendono decisioni che si rivelano essere sbagliate, in particolare nel campo dell’investimento e in quello del trading di mercato.

Il disposition effect descrive il modo in cui gli investitori spesso vendono azioni il cui prezzo è salito, quando dovrebbero invece tenerle e sperare in un ulteriore guadagno: l’investitore che “ottiene profitti” è un concetto sano e logico solo in parte.

Tuttavia, vendere un’azione velocemente per evitare possibili perdite in futuro può impedire all’investitore di guadagnare.

L’altro lato del disposition effect, tuttavia, si rivela ancora più pericoloso. Gli investitori tendono ad attaccarsi a investimenti, azioni, materie prime e simili, quando il valore di questi asset è crollato.

L’importanza della razionalità. Piuttosto che ammettere il fallimento, o per pura e semplice inerzia, gli investitori con disposition effect trascurano le azioni e le lasciano ad annaspare per un tempo indefinito.

Da un punto di vista prettamente razionale, è meglio vendere queste azioni prima che il loro valore crolli ulteriormente, e poi re-investire gli utili in nuove allocazioni su cui ci si è documentati, con l’aspettativa di ricevere un guadagno.

Le reazioni razionali ed emotive che si riconoscono in un investitore affetto da disposition effect hanno molto in comune con un altro bias, quello della loss aversion.

Come per il disposition effect, questo bias ci informa che gli investitori non vogliono correre rischi, nonostante la prospettiva di risollevarsi con un guadagno equivalente alla perdita. Il sentiment generale è che sia preferibile non perdere 5 euro, piuttosto che trovarne 5, anche se la somma è esattamente la stessa.

Questo sentimento non ci sorprende, dal momento che numerosi studi psicologici hanno dimostrato che le persone percepiscono le perdite in modo due volte più forte rispetto a come percepiscono i guadagni. Gli investitori vogliono evitare di perdere a tutti i costi, quindi, puntando tutto su azioni inutili, finiscono per manifestare comportamenti rischiosi.

Sono avversi alle perdite, quindi vendono le azioni troppo presto, ovvero prima che queste inizino a mostrare segni di ripresa.

Il Disposition Effect al centro della scena per gli investitori. Gli accademici di psicologia cognitiva e sociale Nicholas Barberis e Wei Xiong descrivono il disposition effect come ‘una delle realtà più resistenti a proposito del trading di investitori individuali’.

Questo bias si estende anche al mercato fondiario, dove le proprietà che non si vendono restano sul mercato per mesi o anni, quando il buonsenso suggerirebbe che il venditore riduca il prezzo e venda l’immobile.

La teoria della prospettiva e l’aversion bias. Questo ci riporta alla teoria della prospettiva elaborata da Daniel Kahneman e Amos Tversky nel 1979.

Le persone detestano perdere. Come detto, perdere rappresenta un evento emotivo molto più importante che vincere, al punto che le persone preferiscono non rischiare sui propri guadagni, per paura di perdere la faccia e ricevere una delusione.

Il Professor Nicholas C. Barberis, studioso di finanza comportamentale, ha rimarcato: “Le azioni che sono cresciute negli ultimi sei mesi solitamente continuano a crescere anche nei sei mesi seguenti, mentre le azioni il cui valore è diminuito tenderanno a diminuire ulteriormente anche nei sei mesi successivi”.

Per quale motivo il disposition effect influenza gli investitori al punto di farli agire nel modo opposto in cui dovrebbero, ovvero vendere le azioni deboli e tenere quelle forti?

Barberis e altri studiosi hanno formulato alcune domande per gli investitori che mostrano un comportamento irrazionale. Per esempio, gli investitori attivi spesso registrano performance peggiori rispetto a quelle degli investitori passivi e a lungo termine. Qual è il motivo?

Inoltre, perché i compratori pensano di essere a conoscenza di informazioni di cui invece il venditore non dispone? Come mai gli investitori credono che le alcune probabilità non li riguardino? Perché molti credono di essere l’eccezione alla regola? Come fanno ad esserne così sicuri?

Il bias colposo – eccesso di sicurezza. Molti bias si riducono al concetto di eccessiva sicurezza di sé. Kahneman e Tversky stimano che l’eccesso di sicurezza sia la causa principale degli errori di valutazione. In altre parole, molti credono che il bicchiere sia mezzo pieno, e che rimarrà tale, ma spesso nessuna di queste affermazioni rispecchia la realtà dei fatti.

Una soluzione mentale al problema, tuttavia, esiste. È chiamata ‘rappresentazione edonistica’ (hedonic framing) e vale la pena farci un tentativo. L’idea è che la persona o l’investitore inganni i propri pregiudizi forzandosi di pensare ad un unico, grande guadagno come a pacchetti di piccoli guadagni, e a pensare a piccole perdite come una unica grande perdita.

Questa soluzione suggerisce anche che le persone potrebbero iniziare a considerare di parcellizzare più perdite di diverse dimensioni, pensandole come un più attraente “minor guadagno netto”.

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