Puntare sui difensivi: la view di Nordea

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 31 Luglio 2018 | 09:30

A cura di Witold Bahrke, Senior Macro Strategist di Nordea Asset Management
È difficile sostenere che l’ascesa del protezionismo possa sancire dei vincitori in termini assoluti. Parlando in termini relativi, tuttavia, il quadro è diverso. In base all’andamento dei mercati, gli Stati Uniti sono, senza sorprese, i chiari vincitori del recente conflitto commerciale con la Pechino.
La Cina ha beneficiato molto più delle esportazioni verso gli Usa di quanto gli Stati Uniti abbiano tratto vantaggio dalle esportazioni verso l’ex Celeste Impero. Nel breve termine, inoltre, la riforma fiscale supporterà l’espansione economica degli Usa, mentre in Cina la crescita è frenata dal rallentamento della creazione di credito, contribuendo al rallentamento asincrono dell’economia mondiale. Di conseguenza, da inizio anno Wall Street è stata la piazza migliore in termini di performance, mentre Cina e mercati emergenti si posizionano dal lato opposto della scala, cancellando in poche settimane la loro incredibile prestazione dello scorso anno. Con l’intensificarsi dei toni in giugno, poi, i titoli difensivi hanno messo a segno il loro mese migliore dal 2016.
Cosa aspettarci ora? Assumendo che la politica commerciale sia una parte importante della strategia del presidente Trump per vincere le elezioni di medio termine di novembre e per prevenire che la Cina si imponga sugli Stati Uniti come prima economia mondiale. Lui ha molte ragioni di credere che l’attuale strategia sia vincente.
Pechino ha carte deboli nella sua mano. In primo luogo, è da considerare che il tasso di approvazione di Donald Trump si è impennato con l’escalation avvenuta nella prima metà dell’anno. In secondo luogo, il forte deprezzamento del rame suggerisce un indebolimento della Cina, il primo consumatore al mondo di questa materia prima. Sembra dunque ci siano pochi incentivi perché Washington cambi rotta. La Cina, in quanto parte più vulnerabile, può solo reagire.
L’azionario americano, così come i titoli difensivi in generale, dovrebbero quindi continuare a ben performare nella seconda parte dell’anno, rendendo la situazione dei mercati piuttosto diversa rispetto a quella vista nel 2017.

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