Stipendi italiani tra i più bassi in Europa

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di Fabio Coco 18 Maggio 2009 | 14:45
I salari netti annuali italiani si collocano al ventitreesimo posto su 30 Paesi, nella speciale classifica stilata dall’Ocse per il 2008. A pesare su tale sconfortante risultato, il pesante cuneo fiscale nazionale.

Nella classifica sulla tassazione dei salari aggiornata al 2008, su 30 Paesi, l’Italia si classifica ventitreesima in termini di salario netto annuale, con 21.374 dollari. A confermarlo è l’ultima indagine dell’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Secondo queste nuove stime, le buste paghe italiane sarebbero, quindi, non solo più leggere rispetto a quelle di Paesi quali Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia e Germani, ma anche rispetto a Paesi in difficoltà sotto molti aspetti come noi se non peggio, come Spagna e Grecia.

Tale classifica è stata condotta tenendo conto del salario netto annuale di un lavoratore privo di carichi di famiglia, calcolato in dollari e a parità di potere d’acquisto. L’indagine mostra come, in media, gli italiani percepiscano il 17% in meno rispetto ai Paesi Ocse.

Motivo di tale differenza sarebbe la pesante tassazione nazionale, ovvero il cuneo fiscale, che stima la differenza tra quanto paga il datore di lavoro e quanto effettivamente finisce in tasca al lavoratore. Per un lavoratore dal salario medio e senza carichi di famiglia, infatti, il peso di tasse e contributi ammonta al 46,5%. In sostanza, Belgio, Germania, Francia, Austria ed Ungheria sono i cinque Paesi davanti al nostro sesto posto.

Il Rapporto dell’Ocse, in definitiva, mette in evidenza come un lavoratore italiano guadagni mediamente in un anno, il 44% in meno rispetto ai britannici, il 32% in meno rispetto agli irlandesi, il 28% in meno rispetto alla Germania ed il 18% in meno rispetto ai francesi.

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