Sterlina ai minimi da 11 mesi. L’analisi di Capital.com

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di Finanza Operativa 6 Agosto 2018 | 17:30

A cura di David Jones, Chief Strategist, Capital.com

La settimana iniziata oggi si preannuncia un po ‘più tranquilla nei mercati rispetto agli ultimi giorni, ma c’è ancora molto da fare per gli operatori. La settimana scorsa c’è stato un aumento dei tassi ampiamente previsto dalla Bank of England – solo il secondo aumento dopo la crisi finanziaria. Ma questa decisione ha impresso una spinta molto breve al valore della sterlina, la valuta ha chiuso il venerdì non lontano dal suo livello più basso rispetto al dollaro USA per 11 mesi (livello raggiunto in data odierna, lunedì 6 agosto n.d.r.). La fine di questa settimana vedrà la pubblicazione degli ultimi dati sul PIl del Regno Unito – ma un sentiment così povero nei confronti della valuta britannica come quello attuale, al momento lascia aperte molte domande su cosa possa accadere per iniziare una sorta di recupero, perché al momento niente sembra operare in tal senso.

La fine della scorsa settimana ha visto la pubblicazione degli ultimi dati sulla disoccupazione negli Stati Uniti. Anche se il dato è leggermente inferiore alle aspettative degli analisti, i numeri continuano a dipingere un quadro di solidità per l’economia americana. Anche se le maggiori cadute nel settore tecnologico – ad esempio il tuffo del 20% di Facebook – hanno ispirato i titolisti dei giornali di tutto il mondo nelle scorse settimane, questo fatto non ha inciso per nulla sulle prospettive positive per il maggiore mercato azionario del mondo.

La settimana iniziata oggi vede l’indice americano più ampio (S&P500) che si discosta solo in minima percentuale rispetto ai massimi dello scorso gennaio, ma a nostro parere non ci sarebbe da stupirsi se, nel prossimo futuro, l’indice dovesse anche rompere quei massimi. Dopo che il 2017 è stato l’anno peggiore per oltre un decennio, i mesi recenti continuano a vedere il dollaro USA in ripresa.

Questa forza, oltre al rimbalzo dei mercati azionari da marzo, ha fatto sì che l’oro rimanesse fuori dal favore degli investitori. La concomitanza di titoli azionari in rialzo e di un dollaro USA in ripresa ha visto il metallo giallo raggiungere il suo prezzo più basso da marzo 2017; oggi è scambiato a circa 1.200 dollari per oncia. In passato questo valore ha dimostrato di essere un punto di svolta fondamentale per l’oro, quindi, sebbene il metallo prezioso sia ancora debole, potrebbe essere uno degli asset su cui prestare attenzione nelle prossime settimane.

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