Inflazione in crescita, prudenza sui titoli di Stato

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di Finanza Operativa 8 Agosto 2018 | 14:30

A cura di Anima Sgr
Se è vero che le prospettive di inflazione sono migliorate, è altrettanto vero che si attesta su livelli contenuti e sotto controllo e quindi non allarmanti per l’asset class obbligazionaria. Tuttavia, il giudizio sulle obbligazioni governative core viene mantenuto strategicamente negativo e tatticamente neutrale, per quanto lo spazio di ulteriore discesa dei tassi tedeschi sia limitato.
Viene confermata anche la cautela sui titoli di Stato italiani, considerando l’incertezza politica che ancora sussiste. In particolare, recentemente per la terza volta dall’inizio del 2018, il rendimento del decennale americano ha toccato la soglia del 3%, sulla scia del rialzo dei rendimenti dei bond giapponesi, in seguito alla decisione della Bank of Japan (BoJ) di ampliare il range nel quale i tassi a 10 anni possono fluttuare intorno al livello di 0%.
Anche la visione sulle obbligazioni societarie viene mantenuta di segno negativo: i titoli a più alto merito di credito presentano ancora valutazioni care, mentre gli high yield sono esposti al rischio liquidità. Del resto quella in atto è la fase avanzata di uno dei cicli del credito più lunghi della storia, durato oltre 10 anni, anche se come dimostrano i dati sull’occupazione e i risultati societari, non si è ancora arrivati al capolinea dello stesso.
Infne, il giudizio sulle obbligazioni emergenti rimane selettivamente positivo: le penalizzazioni subite da inizio anno sono state signifcative e si sono aperte opportunità tattiche di investimento nei Paesi contraddistinti dai fonda mentali migliori. ll giudizio sulle principali valute è neutrale. In particolare, per quanto riguarda il cambio euro/dollaro – che si è mantenuto all’interno del trading-range 1,15-1,18 – resta ferma la convinzione che il trend di medio-lungo periodo sia a favore della moneta unica.
Ma se recentemente si è assistito ad un apprezzamento dell’Euro, sostenuto da dati macro più favorevoli delle attese e del successo diplomatico del Presidente Juncker, nel breve periodo, la valuta americana potrebbe attraversare periodi di apprezzamento per effetto dell’atteggiamento ancora accomodante della BCE e per le tensioni legate ai dazi. Visione ancora neutrale anche su sterlina e yen.

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