La Cina cambia rotta e punta a un allentamento creditizio

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di Finanza Operativa 10 Agosto 2018 | 15:30

A cura di Dhiraj Bajaj, Gestore di portafoglio, Obbligazioni valute asiatiche, Lombard Odier Im
Negli ultimi giorni, le autorità cinesi e i media statali hanno indicato un cambiamento dell’orientamento politico verso un allentamento creditizio. Si tratta di una svolta significativa rispetto al processo di stretta dello scorso anno, quando si delineavano riforme dall’alto volte a mantenere la “campagna nazionale di riduzione della leva”.
Le autorità cinesi, a nostro giudizio, intendono così porre fine alla stretta creditizia autoimposta in Cina. Tale allentamento, unito alla recente debolezza dello yuan consentita dalle autorità, rappresenta probabilmente una risposta al potenziale rischio di tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Per quanto riguarda i mercati, prevediamo una riduzione dei rendimenti delle obbligazioni corporate cinesi (sia onshore che offshore), con un conseguente effetto positivo sugli asset creditizi asiatici nonché di altri mercati emergenti, sebbene in misura minore considerate l’entità e la rilevanza della Cina nel settore obbligazionario dei mercati emergenti.
Principali cambiamenti di politica – annunciati o definiti

  1. Allentamento monetario
    • La China Banking Regulatory Commission ha chiesto agli istituti finanziari di impegnarsi ulteriormente nell’ aiuto alle piccole imprese riducendo i costi di finanziamento e ha sollecitato i grandi istituti di credito a prendere l’iniziativa.
    • La People’s Bank of China (PBOC) assisterà le banche (i) nell’espansione dell’attività di finanziamento attraverso i prestiti aziendali e (ii) nell’aumento dell’investimento in obbligazioni emesse da società e altre entità.
    • La PBOC introdurrà inoltre incentivi per incrementare la liquidità delle banche commerciali. La PBOC intende assicurare che gli istituti di credito dispongano di abbondante liquidità, incoraggiando le banche a utilizzare il suo prestito a medio termine (MLF), tra le altre misure. L’importo dei MLF in essere a fine giugno ammontava a 4.400 miliardi di yuan e dovrebbe salire ulteriormente.
    • Verranno sostenute in maniera particolare le banche che investono in obbligazioni con rating locali pari o inferiori ad AA+. Bloomberg ha indicato che la PBOC fornirà alle banche commerciali un importo di fondi MLF pari alla porzione di finanziamento eccedente la quota di prestito mensile e pari agli investimenti in obbligazioni corporate con rating pari o superiore ad AA+. Le banche riceveranno invece un importo doppio di prestiti MLF per gli investimenti in obbligazioni corporate con rating inferiore ad AA+ (si noti che le valutazioni inferiori ad AA- sono considerate HY nei rating locali cinesi).
    • Gli istituti finanziari sono stati spinti a utilizzare la liquidità derivante della riduzione dei coefficienti di riserva obbligatoria per sostenere l’attività di finanziamento delle PMI e partecipare alla capitalizzazione del debito. Sono inoltre stati sollecitati ad ampliare l’attività di finanziamento alle PMI attraverso l’espansione delle garanzie destinate ai prestiti a favore delle stesse.
    • Oltre a quanto già annunciato, prevediamo che la PBOC ridurrà i coefficienti di riserva obbligatoria delle banche di almeno 100 pb nel secondo semestre del 2018.

 

  1. Nuovo perfezionamento concertato delle normative sul sistema bancario ombra
    • La PBOC, la China Banking and Insurance Regulatory Commission (CBIRC) e la China Securities Regulatory Commission hanno pubblicato delle nuove linee guida dettagliate il 20 luglio che offrono agli istituti finanziari più flessibilità nell’abbandonare le attività bancarie ombra.
    • Con ogni probabilità, le nuove norme della CBIRC sui prodotti di wealth management (WMP) e sui prodotti di asset management (AMP) attenueranno il tono degli “asset di debito non standard”, offrendo più flessibilità in termini di tempistiche e implementazione.
    • Tali misure probabilmente allenteranno la contrazione dei prestiti fuori bilancio, altro fattore che ha determinato una stretta dei mercati creditizi lo scorso anno.

 

  1. Allentamento fiscale (determinato dal Consiglio di Stato il 23 luglio)
    • Il Consiglio di Stato ha annunciato che il governo sta valutando ulteriori misure per incrementare la domanda interna al fine di sostenere la crescita.
    • Tra queste misure probabilmente figurerà una politica fiscale più espansionistica, incluse altre riduzioni delle imposte sulle società e l’accelerazione dell’emissione di obbligazioni speciali degli enti locali per sostenere gli investimenti infrastrutturali.
    • Aumenteranno gli sforzi per emettere 1.350 miliardi di yuan di obbligazioni speciali affinché gli enti locali possano registrare progressi più tangibili sul fronte dei progetti infrastrutturali in corso.

Conseguenze sui mercati
In linea con la riunione del Consiglio di Stato, per i prossimi mesi prevediamo un ulteriore perfezionamento concertato della politica da parte degli enti governativi, sia sul fronte monetario che su quello fiscale. Ci aspettiamo un ulteriore allentamento della liquidità attraverso programmi di prestiti e la riduzione del coefficiente di riserva obbligatoria delle banche. Prevediamo inoltre misure mirate per sostenere i prestiti a favore delle PMI, aumenti delle emissioni di obbligazioni speciali di Stato e degli enti locali per sostenere la spesa infrastrutturale e modifiche della normativa sugli investimenti per concedere agli istituti finanziari più tempo per ridurre l’indebitamento nelle attività bancarie ombra.
Il cambio di rotta politica risulta chiaro e netto, vista l’entità delle misure presentate. Questa mossa con ogni probabilità indurrà gli istituti di credito (banche, gestori patrimoniali onshore e investitori del mercato globale dei capitali) a intervenire e normalizzare ancora una volta le condizioni di finanziamento. Si iniziano già a intravedere le prime conseguenze positive, con il rimbalzo delle obbligazioni dai minimi e la riapertura questa settimana dei mercati primari per l’emissione. Riteniamo che ciò dovrebbe segnare il minimo delle valutazioni creditizie asiatiche viste le flessioni registrate negli ultimi sei mesi

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