Indebitamento globale ai massimi storici. Campanello d’allarme per una crisi sistemica

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 20 Agosto 2018 | 12:30

A cura di Wings Partners Sim

Lo stato di salute che viene descritto dagli ultimi dati americani, in realtà cela una situazione di difficoltà che presto interesserà i mercati mondiali che potrebbe secondo alcuni analisti sfociare in una crisi del debito. In particolare negli USA le concessioni edilizie del mese di luglio sono salite dell’1,5% a luglio, mentre l’apertura di nuovi cantieri a registrato un recupero dello 0,9% dopo il crollo del 12,9% di giugno. Anche la situazione del mercato del lavoro si mantiene in territorio positivo, con il numero di richieste di sussidio di disoccupazione in calo a 212 mila unità dalle 214 dell’ot-tava precedente.

Una parte della comunità finanziaria premia l’espansione della spesa pubblica di Trump, mentre altri analisti ritengono che si stiano mettendo le basi per la prossima crisi, che partirà dal debito contratto in questi anni. Un primo segnale è dato dalle flessioni riportate dalle azioni delle banche definite di “importanza sistemica” che hanno ceduto il 23% dal picco, anche a causa delle problematiche regola-mentari che riducono i margini operativi in un momento in cui i prestiti concessi negli anni passati rischiano di registrare un incremento delle insolvenze.

Il totale complessivo dei debiti a livello globale è salito sui massimi storici a 247.000 miliardi di dollari, con un tasso di crescita del 12% nel primo trimestre che risulta allarmante. Bill Gross ha paragonato l’attuale situazione, che vede accompagnarsi alto indebitamento a una salita dei tassi d’interesse, a viaggiare su un autoarticolato con della nitroglicerina su una strada dissestata: una mossa sbagliata e il mondo potrebbe ricadere in una crisi finanziaria.

In parte l’incremento del debito del settore privato è imputabile a una salita della pressione fiscale che si è resa necessaria per bilanciare le finanze degli Stati, che avevano bisogno di ridurre il deficit pubblico portando ad un trasferimento dell’indebitamento dal settore pubblico a quello privato, che ha consentito di non danneggiare per il momento la crescita economica. Infatti l’attuale contesto politico ha visto l’impossibilità di ridurre la spesa pubblica, in quanto l’ascesa del populismo ha de-terminato l’impossibilità politica di agire su questo fronte.

Un’evidenza del rallentamento dell’economia reale si sta già registrando per quanto riguarda i metalli di base, la cui contrazione dei prezzi è correlata ad un’inversione di tendenza nel trend di crescita globale, per quanto alcune dinamiche siano principalmente imputabili a movimentazioni di carattere speculativo.

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