Real estate – L'importante è la location

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di Fabio Coco 21 Maggio 2009 | 08:40
Paolo Insom, presidente di DTZ, ci parla dell’impatto della crisi sui consumi, fenomeno che ha spinto gli sviluppatori a prestare una maggiore attenzione alle locations. E’ importante, infatti, effettuare interventi di ristrutturazione e restyling dei propri servizi offerti, puntando soprattutto alla qualità dei prodotti.

Paolo Insom, presidente di DTZ, ci parla dell’impatto dei consumi sul settore commerciale del real estate e della tendenza a concentrare nuovi spazi in vie del lusso o centri dedicati. Pubblichiamo la seconda parte dell’intervista realizzata al dottor Insom. Per la prima parte, invece, si veda l’articolo “La dinamica del settore commerciale del real estate pt.1“.

Che impatto sta avendo l’attuale crisi dei consumi sul settore commerciale?

La crisi dell’economia reale si è tradotta in una profonda crisi dei consumi, che ha portato ad una netta riduzione delle vendite, soprattutto in particolari comparti, come quello dell’abbigliamento e dell’elettronica. I cali di fatturato registrati dai retailer hanno portato numerose catene a rivedere i propri piani di sviluppo. Numerosi marchi hanno rallentato le aperture e prestano una sempre maggiore attenzione alle locations, al livello dei canoni e alle prospettive di fatturato.

Dal punto di vista delle commercializzazioni, tutto ciò si è tradotto in una maggiore difficoltà nel reperire affittuari per i nuovi progetti, mentre si moltiplicano le richieste di riduzione dei canoni di affitto da parte delle insegne presenti in centri già esistenti.

Lo scenario economico si riflette anche sul mercato degli investimenti. Il prodotto retail, a seguito del rallentamento dei consumi, viene percepito come più rischioso da parte degli investitori istituzionali. Gli investitori attivi in questo comparto si orientano sempre più spesso verso prodotti “core”, a reddito, possibilmente localizzati nel Nord Italia e con una storia consolidata (non acquistano centri in apertura).   

Nonostante l’incerta situazione economica, continuano i nuovi sviluppi anche se, molto probabilmente, si allungheranno i tempi di realizzazione, anche a seguito della maggiore difficoltà, per i promotori, di reperire i finanziamenti necessari. 

Stranamente, spesso si riscontra come i consumatori preferiscano effettuare acquisti in vie dedicate allo shopping (vie di lusso, zone dedicate) rispetto al recarsi in shopping centre dislocati, seppur con alcuni brand presenti. Come si configura questo dualismo/contrapposizione, e come i centri dedicati possono vincere sugli shopping centre e gli shopping centre sulle vie di lusso?

Nella crisi generalizzata dei consumi, non vanno comunque dimenticate le note positive. I factory outlet, ad esempio, capaci di offrire grandi marchi a prezzi scontati, unitamente ad ambienti piacevoli ed assistenza alla clientela, stanno registrando risultati estremamente positivi, con costanti incrementi di presenze e fatturati. Il successo di tali strutture nulla toglie alle vie del lusso, che continueranno ad essere frequentate da un particolare target di clientela, per lo più straniera.

La crisi in atto, infine, contribuirà a spronare i promotori e i gestori degli shopping centres a ricercare una maggiore qualità, sia nell’ambientazione dei centri, attraverso ristrutturazioni e interventi di restyling, sia nei servizi offerti, attraverso attività di promozione e marketing volti a rendere piacevole e coinvolgente la visita da parte della clientela, che non ricerca più solo un luogo in cui effettuare i propri acquisti, ma anche un ambiente sicuro e confortevole in cui trascorrere il proprio tempo libero.

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