Mercati Emergenti tra bear market e rimbalzo cinese

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 21 Agosto 2018 | 18:30

Mercati emergenti vicini al temuto “bear market”? Forse sì. Ne è convinto Ben Carlson, Director of Institutional Asset Management a Ritholtz Wealth Management. Che in un suo report (qui) mostra quanto raccolto analizzando l’indice Msci Emerging Markets. Non sono infatti molte le statistiche storiche relative ai mercati emergenti, così Carlson ha calcolato tutte le fasi correttive degli ultimi 24 anni. Non molto in termini statistici, ma con parecchie evidenze che balzano agli occhi. Ecco qui sotto i dati.

In primo luogo è da notare la forte volatilità di questi mercati: a fronte di 7 correzioni e 4 bear market dell’S&P500, sull’Msci EM si sono verificate nello stesso periodo 11 correzioni e 13 mercati Orso. In pratica quasi uno l’anno. E se anche i maggiori guadagni rispetto agli indici principali sono in molti casi elevati, entrare sul mercato nel momento sbagliato porta a gravi conseguenze!

Attualmente siamo ora intorno a un -20% circa sull’Msci Em, anche a causa dei tracolli cinesi dovute alle guerre commerciali con gli Usa. E la differenza ora tra “correzione” e bear market” è decisamente minima. Anche se il mecrato cinese sembra pronto a reagire alle recenti aperture tra governi in occasione del prossimo Asia-Pacific Economic Cooperation forum di metà novembre.
Come fa notare Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Management, “lo Yuan che mette a segno il terzo recupero a  fila. Discorso analogo per il rame, che ha recuperato quasi interamente il crash di ferragosto. Sul fronte misure di stimolo all’economia, il FT riporta che il regulator bancario cinese ha ordinato alle banche di aumentare il credito ai progetti di infrastrutture ed esportazione. Finora tutto lo stimolo monetario e fiscale  erogato non ha avuto effetto sull’azionario locale che resta sui minimi da anni. Bloomberg osserva però che i rendimenti hanno già  preso a reagire, con il 10 anni che ha segnato,  nei giorni scorsi, i massimi da 2 mesi. L’idea è che l’azionario debba andare a sua volta a prezzare un accelerazione della crescita cinese nei prossimi mesi”.  M.M.

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