USA: il rally delle commodity è senza fondamento

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di Marco Mairate 22 Maggio 2009 | 11:30
Quattro chiacchiere con Cole Kendall, fondatore di Understanding the Markets, e inviato speciale a Washington per Bluerating.

BFC: Cole quali novità sul fronte dell’economia americana?

CK: L’economia statunitense sta lentamente tornando alla normalità ma i mercati finanziari sono molto più avanti rispetto i progressi fatti in campo economico.

BFC: quindi le borse hanno corso più dell’economia?

CK: Da una parte il rally delle borse è forse stato troppo importante rispetto i progressi fatti, dall’altra il rialzo dell’oro e di altre materie prime (e il calo del dollaro) sembrano scontare scenari troppo pessimistici.

BFC: Quali sono le stime sulla crescita economica per il resto dell’anno?

CK: L’economia americana sta rallentando a ritmi meno sostenuti rispetto il quarto trimestre 2008 e i primi tre mesi del 2009. Secondo le ultime proiezioni, l’economia dovrebbe segnare una flessione del 2% nel secondo trimestre del 2009 e mettere a segno un minimo rialzo nel terzo trimestre dell’anno. Siamo invece d’accordo che la crescita non tornerà ai livelli storici prima del 2010; quindi il tasso di disoccupazione continuerà a salire per il resto del 2009.

BFC: come sta reagendo il mercato del credito?

CK: Le condizioni del mercato del credito stanno chiaramente migliorando; gli spreads si riducono e i mutui sono disponibili a tassi normali in molti mercati (almeno per quel che riguarda i mutui più comuni).

BFC: quindi possiamo dire che il peggio è passato?

CK: I mercati azionari hanno interpretato positivamente tutte le notizie delle ultime settimane; lo scenario di distruzione che si era prefigurato all’inizio dell’anno, per ora, sembra evitato. Gli investitori che avevano venduto tutto ora sembra stiano tornando sul mercato (visto che il sistema finanziario non dovrebbe più scomparire) anche se rimangono forti dubbi su come questo cambierà nei prossimi mesi.

BFC: cosa possiamo dire circa il rally del mercato delle commodity?

CK: Credo che il mercato delle materie prime stia scontando il fatto che tutta la liquidità ‘pompata’ dalla Fed si possa tramutare in inflazione prima o poi. Se però la crescita ripartirà prima del previsto e la Fed proseguirà nella sua politica, probabilmente rivedremo tornare l’inflazione solo dopo che l’economia sarà ripartita nel 2010. In definitiva, se ci consideriamo scettici sull’andamento futuro dei mercati (vulnerabili a qualsiasi notizia negativa) siamo ancora più scettici circa il proseguo del rally delle materie prime.

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