Dollaro sugli scudi, fino a quando?

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di Finanza Operativa 6 Settembre 2018 | 12:00

A cura di Wings Partners Sim

Secondo alcuni dati e indici il dollaro sugli attuali livelli sarebbe sopravvalutato, considerando misure di carattere macroeconomico, tuttavia non tutti gli investitori ritengono che la divisa americana sia destinata ad indebolirsi nel breve termine.

L’indice del dollaro contro un paniere delle principali valute è attualmente al di sopra della media a 10 anni dell’11% in termini reali, secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale. Il cambio con l’euro evidenzia una distanza del 15% rispetto al valore stimato dall’OCSE come valore stimato in base alla “parità del potere d’acquisto”. Anche l’indice della Federal Reserve che pesa il valore del dollaro sulla base degli scambi commerciali è salito avvicinando il record storico del 2002.

Alla base del recente rafforzamento del biglietto verde hanno contribuito i dati macroeconomici positivi per l’economia statunitense, che si sono accompagnati ad una fuga dal rischio degli operatori finanziari. A determinare una maggiore allocazione di risorse verso una delle valute rifugio in mo-menti di crisi, oltre alla prolungata diatriba commerciale Stati Uniti-Cina, contribuiscono negli ultimi giorni i dubbi sull’approvazione del bilancio dell’Italia. Non è infatti chiaro se Roma riuscirà a trova-re una soluzione che sia compatibile con le promesse elettorali e in grado di rispettare i parametri imposti dall’Unione Europea.

Date queste premesse la conclusione a cui arriva UBS è che questi temi di mercato sia destinato a terminare lasciando spazio alle vendite sul dollaro e un ritorno di forza della moneta unica. Infatti la banca d’affari ritiene che il prolungarsi della trattativa con Pechino rischia di danneggiare gli USA stessi, andando ad impattare negativamente sulla valuta. Di diverso avviso Societe Generale, che individua le dinamiche del Vecchio Continenti come preponderanti e aggiunge che l’impossibilità di raggiungere un accordo per il Brexit continuerà a pesare sulla moneta unica. Benché alcune misure di mercato indicano un dollaro sopravvalutato la banca francese ritiene non sia ancora il momento di vendere dollari. La divisione del mercato porta ad una stabilità dell’eur/usd nella zona mediana della fascia di oscillazione degli ultimi mesi compresa tra area 1,13 e 1,18.

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