Fondi sovrani: proseguono le grandi manovre

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di Marco Mairate 26 Maggio 2009 | 13:50
Grande attività tra i sovereign wealth fund del mondo. A Singapore si fa il punto con le partecipazione nelle istituzioni finanziarie, in Libia si pensa ad un ingresso nella prima utility italiana e la Cina continua a fare incetta di metalli industriali.

Temasek Holdings Pte, società di investimento che fa capo al Governo di Singapore, lo scorso hanno ha fatto diversi investimenti in alcune delle più importanti società finanziarie del mondo.

Tra queste il fondo governativo ha ancora quote importanti in Merrill Lynch & Co. e Barclays Plc. Venduta invece la quota in Bank of America.

Temasek ricevette azioni BoA quando questa comprò Merill Lynch sul finire del 2008. Il fondo sborsò la cifra di 5,9 miliardi di dollari per il 14% di Merrill Lynch. Bank of America comprò ML il 5 dicembre 2008 tramite un’operazione tutta azioni che valutava Merrill Lynch, circa 21 miliardi di dollari.

LIBIA INTERESSATA A ENEL

Il fondo sovrano libico, Libyan Investment Authority, potrebbe rilevare una quota minoritaria nel gruppo energetico Enel.

L’operazione vederebbe l’ingresso dei libici in occasione dell’aumento di capitale già deciso dall’azienda guidata da Fulvio Conti. Il ceo della società ha confermato lui stesso l’interesse del fondo per una quota nel gruppo.

Secondo quanto riportato dal WSJ, il fondo libico potrebbe comprare azioni sul mercato o in alternativa sottoscrivere parte degli 8 miliardi di euro che la società italiana punta a raccogliere per abbassare il suo enorme debito

CINA COMPRA RAME AL POSTO DEI DOLLARI

La Cina continua a fare incetta di materie prime, come rame e ferro. Secondo uno studio pubblicato da Royal Bank of Scotland,  l’enorme ricchezza depositata nei fondi sovrani del paese è in fase di riallocazione per via del continuo deprezzamento del biglietto verde statunitense, di cui i cinesi sono i primi finanziatori. “Si tratta di un progetto generale che mira alla riduzione dell’esposizione verso gli asset espressi in dollari” scrive Brian Jackson, senior strategist di Royal Bank of Canada.

La paura del Governo di Pechino per la debolezza del dollaro è ormai un dato di fatto che molti vedono come causa di una prossima ondata inflazionistica di scala mondiale. Il Premier cinese, Wen Jiabao, si è detto preoccupato per la sicurezza dei quasi 800 miliardi di dollari di titoli di stato americani, depositati sui conti dei cinesi.

Proprio per questo Cina e altri paesi, stanno meditando di sostituire il dollaro come valuta di riserva ufficiale e sostituirlo con un nuovo conio, legato ad un basket di valute.

(Qui sotto i maggiori detentori del debito americano. Fonte: Tesoro Americano)
 

 

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