Il Ftse Mib prova (timidamente) a rialzare la testa. Le azioni sotto i riflettori

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 13 Settembre 2018 | 17:00

Intervista di Davide Pantaleo (TrendOnline) a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e co-fondatore di FinanzaOperativa.com del 12 settembre 2018

Come valuta i recenti movimenti del Ftse Mib e quali sono le sue attese per le prossime giornate?

Solamente la conferma del superamento della soglia psicologica posta a quota 21.000 punti potrebbe dare una significativa spinta rialzista al Ftse Mib, generando un solido segnale della fine del trading range nel quale i corsi sono incastrati dalla seconda metà di agosto. Il superamento di area 21.000 porterebbe l’indice in prima battuta verso i 21.445 punti e in secondo luogo a chiudere il gap ribassista aperto lo scorso 9 agosto a 21.580 punti, per poi spostare l’attenzione più in là nel tempo sui 22.000/22.100 punti. A mio parere i segnali inviati da Piazza Affari restano positivi, ma è necessaria ora la violazione di area 21.000 per assistere ad una prosecuzione del recupero in atto. Per contro, l’eventuale conferma della violazione della media mobile a 21 giorni che al momento transita a 20.630 punti, riporterebbe i corsi al test del supporto statico di breve termine in area 20.230/20.200, sotto cui si aprirebbe un baratro per il nostro indice.

Tra i bancari qual è la sua view su Unicredit e Intesa Sanpaolo? Quali le previsioni per questi due titoli nel breve?

Unicredit nell’intraday di ieri è sceso a ridosso dei 13 euro, dove coincidono al momento la media mobile a 21 giorni e il supporto dinamico ascendente di breve termine. Se la soglia dei 13 euro si dimostrerà un valido sostegno, potremmo assistere ad un rimbalzo tecnico vers 13,85 euro prima, dove passa la media mobile a 50 giorni, e poi alla chiusura del gap ribassista aperto a quota 14,37 euro nella seduta del 10 agosto scorso. Più in là nel tempo Unicredit potrebbe allungare il passo fino ai 15 euro.

Intesa Sanpaolo è impostato leggermente meno bene rispetto ad Unicredit e proprio ieri ha violato a quota 2,3 euro il supporto dinamico ascendete di breve termine. Il livello è stato recuperato in chiusura di sessione, ma al di sotto dei 2,3 euro potremmo assistere in prima battuta ad un test della media mobile a 21 giorni che al momento passa a 2,23 euro. Oltre tale livello si avrà una flessione verso il minimo di agosto a quota 2,11 euro. Conferme al di sopra dei 2,3 euro proietteranno Intesa Sanpaolo a 2,4 e 2,5 euro prima e in seguito verso la resistenza statica a 2,63/2,64 euro.

Fca ha dato vita ad un bel rally che lo ha riportato poco oltre i 15 euro. C’è spazio per ulteriori allunghi?

Dal punto di vista tecnico ciò che notiamo sul grafico daily di Fca è il superamento in area 14,8 euro della trendline discendente di breve termine. Questo ha spinto i corsi nell’intraday di ieri ad incrociare al rialzo a quota 15,11 euro la media mobile a 50 giorni e poi a testare in area 15,3 euro la resistenza statica di breve termine. Oltre i 15,3 euro si profilerebbe un ulteriore allungo verso i 16/16,3 euro prima e più in là nel tempo, magari dopo una breve pausa di consolidamento, in direzione dei 17/17,4 euro.
A chi volesse puntare su Fca consiglierei di fissare uno stop loss all’incrocio al ribasso della media mobile che al momento transita a 14,45 euro.

Al di fuori del paniere del Ftse Mib ci sono titoli interessanti che vuole segnalarci?

Sto seguendo Tamburi che nell’intraday di ieri ha segnato un nuovo massimo storico a quota 6,76 euro, oltrepassando la resistenza statica a 6,65/6,7 euro. Il titolo è poi sceso al di sotto di tale soglia, ma il segnale generato a mio parere è positivo. Lo stesso è inoltre propedeutico per un allungo dei corsi verso nuovi massimi di sempre, con primo target a 6,9/7 euro in prima battuta e poi a 7,2/,25 euro, con stop loss a 6,5 euro, dove transita la media mobile a 21 giorni che al momento coincide anche con il supporto dinamico ascendente di breve termine.

Segnalo anche De’ Longhi che nella seduta di martedì si è avvicinato al supporto statico di breve termine in area 26,5 euro e in seguito ha dato vita ad un rimbalzo tecnico che potrebbe riportare i corsi al test della parte superiore del trading range, ovvero al test della resistenza statica a 28,45/28,5 euro. Oltre questo livello avremo un primo target a 29,3/20,5 euro e in seguito verso la soglia dei 30 euro, avendo cura di fissare uno stop loss molto rigido sotto quota 26,5 euro.

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