Hedge – gli utili di Man spingono il titolo al ribasso

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Avatar di Marco Mairate 28 Maggio 2009 | 10:25
Si chiude un anno difficile per il gruppo Man. La società inglese attiva nella gestione e distribuzione di fondi hedge, ha riportato un utile netto d’esercizio in calo dell’86% rispetto l’anno precedente. Il titolo alla Borsa di Londra reagisce negativamente ai dati finanziari, mettendo a segno una flessione di quasi 10 punti percentuali.

Man Group PLC, il più grande gestore hedge quotato, ha comunicato che nell’esercizio che si è chiuso il 31 marzo scorso, i profitti netti sono stati di 503 milioni di dollari, in netto calo rispetto i 3,47 miliardi dello stesso periodo del 2007. Il risultato del 2007 comunque è stato influenzato (positivamente) dalla cessione delle attività di brokeraggio che portarono ad una plusvalenza una tantum di 1,75 miliardi di dollari.

I PRINCIPALI DATI FINANZIARI
 
  • – L’utile ante imposte e gli aggiustamenti straordinari* sono pari a USD 1,2 miliardi (USD 2,1 miliardi nel 2008)
  • – L’utile diluito per azione prima degli aggiustamenti straordinari*  è di USD 57,0 centesimi ( USD 90,2 centesimi nel 2008)
  • – Il ritorno annualizzato sul capitale degli azionisti dalle attività di esercizio è pari al 13,5% (41,6% nel 2008)
  • – Il margine ante imposta prima  degli aggiustamenti straordinari è del 52% (64% nel 2008)
  • – Il dividendo finale proposto è di USD 24,8 centesimi per azione, distribuendo un dividendo totale per l’anno invariato a USD 44 centesimi per azione
  • – Le riserve aggiuntive rispetto al capitale richiesto dalla normativa sono rimaste di USD 1,7 miliardi; le risorse di liquidità disponibili sono di USD 4,8 miliardi; di cui USD 2,4 miliardi di cash e USD 2,4 miliardi di linee di credito autorizzate dalle banche ma non utilizzate.
 

Ovviamente Man, come la maggior parte delle società attive nella gestione di asset mobiliari, ha subito una pesante battuta d’arresto che ha colpito in particolare gli asset in gestione, scesi in concomitanza con il deleveraging generalizzato degli investitori nei quattro angoli del mondo.

A uscire dai diversi prodotti Man – spiega lo stesso numero uno del gruppo Peter Clarke (foto) – sono stati soprattutto gli istituzionali, molto più “risk averse” e sensibili alle performance. Ma anche questo ‘torrente in piena’ sembra rallentare il suo corso, e dalla società dicono che il flusso dei riscatti sta diminuendo significativamente. “Dopo il disastro del 2008, l’industria hedge sta mostrando segnali di ripresa supportati dalle performance positive del 2009 deleveraging e dalla frenata dei riscatti. Tutti segnali che lasciano ben sperare per una ripresa del settore” recita il comunicato di Man Group.

Se la parte istituzionale ha mostrato segni di insofferenza al calo delle performance, la parte ‘retail’ del mercato continua a premiare la società con 2,6 miliardi di dollari raccolti dalla fine di marzo. A livello di patrimonio gestito, Man mantiene un ruolo di leadership a livello mondiale con 46,8 miliardi di dollari in gestione, in calo rispetto i 74,6 miliardi del 2007 e i 53,3 miliardi della fine di dicembre 2008. In totale i riscatti sono costati al gruppo 17 miliardi di dollari, dalla fine di dicembre, in progresso rispetto i 10,7 miliardi dello steso periodo dello scorso anno.

Il calo delle masse gestite, ha avuto un forte impatto sulle commissione di gestione, che scendono del 23% rispetto l’esercizio precedente. La società rimane comunque fiduciosa sul futuro del proprio business e ha già messo a punto un valido programma di riduzione dei costi, un nuovo business model e una nuova gamma di prodotti, capaci di adattarsi meglio alle condizioni di mercato. Anche gli analisti finanziari credono nella società anche se nel breve periodo, il titolo potrebbe continuare a risentire del newsflow negativo che grava sull’industria alternativa.

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