Usa, mix ideale per un’azione progressiva della Fed

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di Finanza Operativa 17 Settembre 2018 | 12:46

A cura di Marco Vailati, Direttore Centrale Responsabile Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda
EZ: Bce fiduciosa per robusta crescita nonostante il leggero rallentamento, i rischi da guerre commerciali e le crisi emergenti. E’ proseguito il calo della fiducia degli investitori, appesantita dal recente storno dei mercati azionari europei, dalla prospettiva di politiche monetarie meno accomodanti, dal crescere delle incertezze conseguenti a tensioni politiche internazionali e ora, soprattutto, anche commerciali. Viceversa, l’occupazione trimestrale ha mantenuto stabile il suo trend di miglioramento e ha continuato a progredire il costo del lavoro. La produzione industriale, dopo l’esuberante 2017, ha proseguito il deterioramento con il tasso tendenziale ai minimi dall’1/17 e con il calo mensile maggiore dal 5/16. A giudicare dal sondaggio sulle aspettative degli operatori finanziari di settembre in miglioramento, la produzione industriale potrebbe, però, essere a un punto di svolta. La Bce ha mantenuto invariata la politica monetaria rivedendo leggermente al ribasso le proiezioni economiche ma accompagnandole con un messaggio di maggior fiducia.
 
US: mix ideale per una Fed progressiva, con crescita economica robusta ma crescita dei prezzi non esagerata. E’ ulteriormente cresciuto l’ottimismo delle piccole imprese, raggiungendo il record della serie sostenuto dalle politiche di Donald Trump. Anche il mercato del lavoro si è confermato forte con disoccupati ai minimi e numero di posti di lavoro vacanti record. Ciò ha tenuto vicino ai massimi storici anche il benessere e la fiducia dei consumatori. La produzione ha proseguito la crescita, alimentando anche le scorte dato che le vendite sono cresciute meno del previsto, seppure più che altro per effetto nominale del Cpi a fronte di stabilità del dato reale. Il Cpi, infatti, ha invertito il trend estivo di accelerazione dei prezzi, in parte a causa di un effetto base e in parte per la deflazione nel settore dei beni conseguente all’apprezzamento del dollaro, che ha più che bilanciato l’impatto dell’introduzione delle tariffe. Ciò si è riflesso anche in una contrazione delle aspettative di inflazione. È un mix ideale per un’azione progressiva della Fed.
 
CH: Cpi in ripresa ma ancora contenuto. Gestione attenta della spinta-disciplina monetaria con attività più o meno stabile. Nonostante l’accelerazione mensile, il Cpi resta inferiore al target del 3%, confermato per quest’anno, con pressioni decrescenti dal Ppi, mostrando che la politica monetaria non subisce pressioni per restrizioni ma piuttosto spazi di azione per stimolare la crescita. È proseguita la decelerazione dei tassi di crescita degli aggregati monetari e sono calati i nuovi prestiti ma sono aumentati i finanziamenti complessivi confermando che la PBOC, pur attenta a prevenire la formazione di bolle insostenibili, giostrando sulle regolamentazioni amministrative resta molto focalizzata anche nella tutela della crescita. Sono tornati ad aumentare il tasso di crescita delle vendite, beneficiando del rialzo dell’inflazione, e della produzione industriale, anche per le anticipazioni volte ad evitare le future tariffe, mentre è proseguito il rallentamento pilotato della crescita degli investimenti.

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