Biotech week: come la diagnostica molecolare semplifica la nostra vita

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di Finanza Operativa 27 Settembre 2018 | 16:27

West Nile Virus, Zika Virus e Usutu Virus sono termini che occupano le pagine di cronaca di molti media e attirano l’interesse di un pubblico sempre più preoccupato dal verificarsi di questi casi. Nel caso di un’emergenza sanitaria occorre innanzitutto partire dalla diagnosi e dalla rilevazione dell’agente patogeno che la sostiene. Clonit, società biotech attiva dal 1987 nella ricerca e sviluppo di sistemi diagnostici di biologia molecolari e titolare di brevetti internazionali ha messo a punto nei suoi Laboratori di Ricerca e Sviluppo soluzioni all’avanguardia nel campo delle biotecnologie per diagnosticare in maniera sempre più veloce e puntuale la presenza di virus, batteri e agenti patogeni.
In particolare per fare fronte ai casi di West Nile Virus, Zika, Usutu quali strumenti sono oggi a disposizione di ospedali e laboratori diagnostici? Qual è la situazione effettiva in Italia e in Lombardia in particolare? Questi sono alcuni dei temi sotto la lente durante la tavola rotonda organizzata a Milano da Clonit nell’ambito della BIOTECH WEEK, la settimana di eventi per diffondere la conoscenza sulle biotecnologie promossa da Assobiotec Federchimica.
Più in dettaglio sabato 29 settembre mattina nella sede milanese di Clonit-CERBA HC, dove è anche possibile visitare l’officina farmaceutica interna per la produzione di kit diagnostici venduti in tutto il mondo, interverranno anche esperti di IRCCS San Matteo Pavia e ASST FBF Ospedale Sacco Milano per fare il punto sulla ricerca e la diagnostica molecolare di patogeni emergenti. (vedi programma allegato). Tanti i temi sul tavolo. Partiamo da alcuni numeri e dal nome che occupa più spazio in cronaca: Il West Nile Virus (WNV).
Secondo il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie nel 2018, al 20 settembre, gli stati membri della UE hanno riportato 1.134 casi di WNV di cui 453 in Italia. I decessi collegati all’infezione da WNV in Italia sono risultati pari a 35. Molto più bassa invece l’incidenza dell’Usutu: secondo il bollettino n.11 pubblicato dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’istituto superiore di sanità (ISS) i casi al 20 settembre 2018 sarebbero 4 tra Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.

Che ruolo ha la diagnostica molecolare in questa situazione? Un ruolo fondamentale spiega Carlo Roccio, biologo, AD di Clonit e direttore scientifico Cerba HC Italia e componente del comitato ricerca, sviluppo e innovazione di Federchimica: “Clonit ha organizzato questo evento nell’ambito della European Biotech Week per raccontare, a un pubblico eterogeneo, i vantaggi delle biotecnologie a servizio della diagnostica e come questa possa avere un ruolo chiave nel migliorare la qualità della vita di tutti noi. Nel caso del WNV, ad esempio, Clonit ha messo a punto un Quanty West Nile Virus, un prodotto innovativo per l’individuazione e quantificazione del virus del Nilo occidentale in pazienti potenzialmente esposti a infezione.
Quanty WNV consente l’estrazione, la trascrizione inversa e amplificazione dell’RNA virale, tutto in un unico passaggio, utilizzando Real Time PCR con risultati disponibili in circa 2 ore. Il metodo è certificato CE-IVD. Durante la reazione, inoltre, è possibile identificare i pazienti positivi al WNV e discriminarli dai campioni positivi per Usutu Virus. Insomma con un unico test, in maniera veloce e sicura, si può verificare l’esistenza dei due virus evitando rischi di falsi positivi del WNV che ha degli elementi del genoma in comune con l’Usutu”.

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