Stock picking sull’Healthcare Usa

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di Finanza Operativa 2 Ottobre 2018 | 09:30

A cura di Francesco Lavecchia, Morningstar
L’healthcare statunitense nasconde del valore. Nonostante il comparto sia tra quelli scambiati ai prezzi di mercato più alti, come testimonia il rapporto Prezzo/Fair value medio di 1,06, è possibile trovare delle buone occasioni di investimento come Gilead Sciences e Intercept Pharmaceuticals, in prima fila per trarre vantaggio dalle nuove cure per le malattie del fegato.
Figura 1: Rapporto Prezzo/Fair value medio settore salute


 
La steatoepatite non alcolica (NASH, non-alcoholic steatohepatits) è una patologia che può portare a insufficienza epatica e al cancro. Al momento non esistono cure efficaci, ma c’è una pipeline crescente di potenziali trattamenti che si stanno avvicinando all’ultimo stadio di approvazione e che hanno un mercato potenziale che gli analisti stimano possa valere circa 12 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni.
Come esporsi al mercato
“I due titoli che a nostro avviso permettono la migliore esposizione sulla crescita di questo mercato sono Gilead e Intercept Pharmaceuticals: Entrambi sono attualmente scambiati a sconto rispetto al fair value e ciascuna azienda punta a superare i 2 miliardi di dollari di fatturato provenienti dalle vendite dei propri trattamenti contro il NASH”, dice Karen Andersen, analista azionaria di Morningstar.
Gilead ha un portafoglio diversificato di farmaci che comprendono i trattamenti contro HIV, epatite e malattie oncologiche e ha anche la più grande e avanzata pipeline di cure contro il NASH. Il valore di Intercept, invece, è praticamente legato all’efficacia dell’acido obeticolico, che ha ottenuto l’approvazione per la cura di altre malattie del fegato e dal quale si aspettano nella prima metà del 2019 dei dati più precisi sulla sua capacità di contrastare anche il NASH.
“Il mercato non sembra apprezzare in maniera adeguata il reale valore dell’azienda anche se il farmaco di Intercept ha dimostrato la sua efficacia in diverse patologie e noi siamo fiduciosi che il gruppo possa essere in grado di ridurre gli effetti collaterali del farmaco in modo da essere utilizzato per nuovi trattamenti. Nei prossimi cinque anni ci aspettiamo una crescita media del fatturato del 74%, mentre bisognerà aspettare il 2021 prima che la società possa chiudere l’esercizio in positivo”.

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