Hedge – Julian Robertson spiega come sfuggire all'inflazione

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Avatar di Marco Mairate 4 Giugno 2009 | 09:10
La leggenda vivente dei fondi hedge rilascia una rara intervista al mensile Value Investor Insight, facendo il punto sulla crisi economica e le sue dirette conseguenze. (Nella foto Julian Robertson con la mitica ‘tigre’ simbolo della sua società Tiger Management)

VALUE: Si considera sorpreso dell’evoluzione della crisi finanziaria?

JR: più che sorpreso, sono meravigliato del modo in cui è stata gestita. Una crisi alimentata dall’eccessiva spesa degli americani, l’eccessivo indebitamento e nessuna forma di risparmio. Normalmente per uscire da una situazione del genere bisogna spendere meno, ridurre l’indebitamento e risparmiare di più. Per quanto riguarda il Governo, invece provo un senso di ‘ammirazione’: ormai per impressionare qualcuno devi per forza usare come unità di misura i trilioni di dollari…Per esempio, quando la Thatcher prese le redini del governo britannico, agli inizi degli anni ottanta, disse alla gente che il periodo che li aspettava era duro ma non fece promesse di breve periodo. Qui in America la gente vuole gratificazioni immediate e una immediata risoluzione dei problemi finanziari. La cosa però vuole tempo e non è facile da attuare.

VALUE: Quali crede possano essere le conseguenze?

JR: Ho chiesto a tutti quelli che conosco di darmi un esempio di economia risollevata con il debito pubblico che poi non si è trasformata in iperinflazione. Credo che quello che stiamo facendo oggi non servirà a molto, o si trasformerà in iperinflazione quando e se l’economia si riprenderà.

VALUE: cosa possono fare gli investitori per proteggersi da questo scenario?

JR: Molte cose. Per esempio comprare polizze assicurative come quello che ho acquistato io. Si chiamano CMS [Constant Maturity Swap] Rate Cap, e sono l’equivalente di comprare opzioni put sui titoli di stato americano (a 10 e 30 anni). Se l’inflazione dovesse seguire il suo corso, i buoni del tesoro di lungo periodo esploderanno. Un esempio: comprare un’opzione a cinque anni a 50.000 dollari, significa scommettere che il rendimento su 10 milioni di dollari dei titoli di stato a 10 anni saliranno sopra il 4,2% da ora alla data di esercizio dell’opzione, che scadrà nel 2014. Se si include il costo dell’opzione (50 bps) il break-even si raggiunge con un rendimento del 4,7%. Considerando che l’ultima crisi di questo tipo (circa 30 anni addietro ndr) ha visto i tassi a lungo salire al 20%, credo che il futuro ci riservi sorprese ‘interessanti’.

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