Hedge & regolamentazione: nessun pericolo di un nuovo LTCM

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di Marco Mairate 5 Giugno 2009 | 15:00
Secondo uno dei manager che fece parte del tema del famoso fondo, spiega che l’ipotesi di una ‘deflagrazione’ come quella del 1998 oggi è praticamente impossibile. (Nella foto John Meriwether, considerato il genio ispiratore del fondo Long Term Capital Management)

Hans Hufschmid, ora gestore del fund administrator GlobeOp Financial Services, dice che nessuno fondo hedge oggi potrebbe rappresentare un un rischio sistemico per il sistema finanziario. La dichiarazione si inquadra nella recente polemica circa la ‘necessaria’ regolamentazione dei fondi hedge, chiesta dalla UE e da alcuni paesi membri come Francia e Germania.

Quello di Hufschmid non è un punto di vista qualunque, visto che il manager è stato uno dei padri fondatori del fondo imploso nel 1998 nonché responsabile degli uffici di Londra.

“Non credo che un fondo hedge oggi sia abbastanza grande da rappresentare una minaccia”. Effettivamente quando LTCM deflagrò nel 1998 il fondo aveva un capitale di base di 2,3 miliardi di dollari, ma, levereggiato, gestiva una posizione per 125 miliardi di dollari. Allora la miccia fu il default del debito russo, che mandò il fondo gambe all’aria costringendo la Fed e altre banche a iniettare 3,5 miliardi di dollari per chiudere il buco.

Secondo Hufschmid a mettere un freno alla speculazione selvaggia, oggi, sono i prime brokers, capaci di limitare il leverage dei fondi: “oggi i prime sarebbero in grado di gestire una situazione come quella di LTCM – dice il gestore – non si potrebbe mai presentare una situazione dove il fondo prende eccessivi rischi utilizzando un solo broker”.

Anche le accuse mosse agli hedge di essere i responsabili della crisi, suonano ridicole all’ex LTCM: “il grilletto che ha fatto scoppiare la crisi (mutui, prezzo delle case, deterioramento del credito ecc.) hanno causato l’eccessivo leverage del sistema” spiega. “Il de-leveraging che è seguito ha travolto tutti, hedge compresi”.

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