Aumento del deficit, il governo fa marcia indietro. Il debito italiano spaventa meno

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di Finanza Operativa 4 Ottobre 2018 | 15:30

A cura di Idealista.it

Il governo fa parziale marcia indietro sul deficit/Pil e la tempesta pare allontanarsi dal debito italiano, con gli investitori che tornano a dare fiducia ai Btp. Dopo le impennate dello spread dei giorni scorsi e gli affossamenti dei titoli bancari in Borsa, e soprattutto in vista di una più che probabile bocciatura della manovra da parte dell’Europa in caso di rapporto superiore al 2,4% per tre anni, il Ministro Tria ha comunicato il compromesso raggiunto: il deficit sarà al 2,4% del Pil solo per un anno, poi riprenderà la graduale discesa. Decisione che sarà probabilmente compensata da altre misure, tra cui il possibile taglio degli sgravi fiscali. Di conseguenza, lo spread è rientrato a livelli meno allarmanti e i titoli di Piazza Affari hanno tirato un sospiro di sollievo. Ma a che punto si trova il debito italiano?

Il debito esplosivo dello Stato italiano

Secondo dati Bloomberg riportati da Money.it, l’Italia ha un debito pari a 2.424,105 miliardi di euro. Una cifra che non è pesante soltanto in sé, ma anche a causa dell’entità del capitale da rimborsare, pari a 276,838 miliardi, e degli interessi da 49,631 miliardi. In totale, entro il 2024 il Paese dovrebbe rimborsare qualcosa come 1.498,29 miliardi di euro, di cui 431,185 miliardi entro la fine del 2019. Creare altro debito per rimborsare il debito non fa che far esplodere la situazione, ed è per questo che l’Europa e gli investitori si dicono particolarmente preoccupati quando a intentare queste manovre è l’Italia, che non ha una struttura economica tale da permettersi impunemente una mossa di questo genere (che, invece, è stata costantemente implementata da Paesi come la Francia senza che nessun allarme venisse lanciato).

Il rischio Italia per gli analisti

Secondo l’ultimo report di Ostrom AM, il rischio Italia per gli investitori finanziari è dato soprattutto, da un lato, dall’entità del debito e dalla possibilità che venga innalzato di un altro decimo di punto percentuale, dall’altro dalla scarsa possibilità che lato crescita si possa fare molto, dato che lo scenario economico italiano non appare, agli occhi degli analisti, tale da rassicurare su questo punto. A ciò si aggiunga – secondo Ostrum AM – il possibile aumento di spesa pubblica per le infrastrutture, una possibile dimissione del Ministro Tria dopo l’approvazione della legge di bilancio, il probabile taglio di rating sui titoli di Stato. Per continuare a leggere clicca qui.

 

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