Correzione per il biglietto verde

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di Redazione 4 Giugno 2009 | 06:45
Il dollaro per ora ha recuperato leggermente terreno rispetto ai minimi, anche grazie ai commenti delle autorità Indiane, Sud Coreane e Giapponesi, le quali hanno sostanzialmente sostenuto che il dollaro deve rimanere valuta di riserva internazionale.

Prima giornata, quella di ieri, in cui l’Euro ha finalmente ripiegato e il biglietto verde, dopo tanto penare, ha leggermente risollevato la testa. Il tutto è probabilmente stato causato dalla chiusura di posizioni short dollari e long euro a causa della imminente decisione della Bce oggi pomeriggio e soprattutto a causa dei possibili ribaltamenti di fronte che potrebbero esserci venerdì in occasione della pubblicazione dei payrolls dopo l’uscita del dato preliminare sull’Adp di ieri. Ieri però ha parlato Bernanke al Congresso, e questo ha causato altissima volatilità di breve periodo. Il numero uno della Fed ha espresso preoccupazione per il deficit dicendo che la salita dei rendimenti dei treasuries ha come principale causa il deterioramento del deficit federale ma anche l’ottimismo verso una ripresa economica, che comunque sarà lenta e graduale. Le aziende, secondo Bernanke, non assumeranno anche quando la ripresa sarà avviata, per timori di contraccolpi e la disoccupazione rimarrà in graduale aumento, dopo che già 6 milioni di persone hanno perso il proprio posto di lavoro dall’inizio della crisi.
Bernanke ha poi risposto alle critiche mosse dal Cancelliere Tedesco Angela Merkel relativamente ai pericoli inflattivi che la politica della Fed potrebbe causare, affermando che ritiene la Fed capace di gestire la situazione senza grandi sobbalzi nei prezzi, proprio perché la ripresa sarà più lenta del previsto.
Il dollaro per ora ha recuperato leggermente terreno rispetto ai minimi, anche grazie ai commenti delle autorità Indiane, Sud Coreane e Giapponesi, le quali hanno sostanzialmente sostenuto che il dollaro deve rimanere valuta di riserva internazionale e il rischio di un declassamento del debito da parte delle Agenzie di rating non andrà ad influenzare le loro decisioni riguardanti le loro riserve valutarie in dollari. Tutto questo sarà anche vero ma il rischio che il dollaro crolli esiste ancora. Tecnicamente la correzione è stata quasi insignificante e il quadro tecnico lascia intendere che i movimenti attuali siano il preludio ad un nuovo ribasso.


                                                                   Eurusd 2 ore

Il grafico dell’Eurusd evidenzia come per ora il mercato faccia fatica a raggiungere anche i primi supporti determinati dalla precedente fascia di livelli in area 1.4100 e ancor più i supporti dati dalla media a 100 coincidente con una seconda fascia di supporti dati da massimi precedenti significativi.
A nostro avviso questi due supporti andrebbero sfruttati per entrare nel trend contro il biglietto verde perché è possibile un nuovo ciclo di indebolimento che potrebbe portare i prezzi verso 1.4500 e 1.4750.
Stessa cosa si può dire per UsdChf mentre per il UsdJpy il discorso sembra leggermente diverso in quanto, come evidenziato dal grafico, c’e’ un triangolo in formazione che andrà a chiudersi e che vede il dollaro ancorato all’interno di un range compreso tra 93.50 e 98.25.

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