Italia, lo scontro con la Commissione Europea è solo agli inizi

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di Finanza Operativa 9 Ottobre 2018 | 10:00

Di Luca Colussa, Economist e Bond Strategist, Generali Investments

Nonostante gli spread BTP-Bund si siano un po’ ridotti rispetto ai massimi di martedì scorso, non vediamo alcun motivo per festeggiare. Un esame più approfondito delle ipotesi di budget e crescita svela, infatti, una serie di problemi. In primo luogo, l’obiettivo di disavanzo del 2,4% per il 2019 implica un deterioramento di 0,8 punti percentuali (pp) nel saldo strutturale, cosa che contrasta col miglioramento minimo di 0,1 pp chiesto dalla Commissione Europea. In secondo luogo, il governo italiano non ha in programma alcun rientro nei parametri di bilancio nel medio periodo, dato che non è previsto alcun aggiustamento strutturale né per il 2020, né per il 2021 (anche a causa dell’aumento della spesa per gli interessi). Terzo, le previsioni di crescita (in particolare per il 2020 e il 2021) appaiono eccessivamente ottimistiche. Infine, la mancata individuazione di misure credibili di riduzione della spesa potrebbe comportare livelli di deficit ancora più elevati già nel 2019.

Riteniamo che la pressione del mercato sulle attività italiane – e in particolare i BTP – nel breve termine rimarrà elevata. La Commissione Europea respingerà il bilancio italiano, mentre entro la fine di ottobre dovrebbero arrivare le revisioni al ribasso nel giudizio delle agenzie di rating.

Eventi chiave della settimana

Il parlamento italiano esaminerà la Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (NADEF) pubblicato giovedì scorso, ed entro il 10 ottobre voterà per autorizzare la deviazione dall’adeguamento fiscale richiesto.
I dati sulla produzione industriale saranno diffusi in tutta l’area euro. Dopo il forte calo di luglio (-0,8% mese su mese), il consenso è per un rimbalzo (+ 0,3%), soprattutto in Italia (+ 1,1%).
Negli Stati Uniti, i dati più importanti pubblicati in settimana saranno i prezzi al consumo, giovedì. Si prevede che l’inflazione core abbia raggiunto il 2,3% su base annua a settembre, mentre l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbe comportare sorprese al rialzo nel tasso di inflazione complessivo.
Nell’ultimo fine settimana, la Cina ha tagliato i requisiti di riserva obbligatoria (RRR) per la terza volta quest’anno. Venerdì, i dati relativi ai nuovi prestiti e alle esportazioni faranno più chiarezza sull’attuale stato dell’economia del paese.

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