Aziende in ritardo con l’automazione: potenziali risparmi fino a $165 miliardi

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di Finanza Operativa 15 Ottobre 2018 | 14:00

Il nuovo report del Capgemini Research Institute, dal titolo “Reshaping the future: Unlocking automation’s untapped value”, rileva il grado di implementazione dell’automazione a livello globale. Dallo studio emerge che meno di un quinto (16%) delle aziende sta implementando diversi casi d’uso su vasta scala in ambito automazione e che le imprese si stanno concentrando sui vantaggi di tipo operativo anziché sulla crescita strategica di lungo periodo. Questo nonostante una potenziale riduzione dei costi fino a 165 miliardi di dollari entro il 2022.
Ecco le principali evidenze del report.

  • Per oltre il 40% delle aziende, l’obiettivo principale delle iniziative di automazione è quello di migliorare la qualità, mentre solo il 23% si focalizza sull’incremento dei ricavi;
  • Tra le società che stanno già implementando l’automazione su larga scala, il 25% appartiene al settore automobilistico, seguito dai settori Industrial Manufacturing e Retail, entrambi al 15%;
  • A livello di paesi, Stati Uniti (26%), Francia (21%) e Germania (17%) sono i paesi in prima fila per quanto riguarda l’adozione di tecnologie di automazione su larga scala;
  • Le aziende potrebbero ridurre i costi fino a 165 miliardi di dollari entro il 2022 grazie all’implementazione dell’automazione su larga scala nei settori Automotive (32 miliardi di dollari), Retail (125 miliardi di dollari), Utility (149 miliardi di dollari) e Manufacturing (165 miliardi di dollari);
  • Solo il 32% delle aziende intervistate si concentra sui cosiddetti casi d’uso “quick win”, ovvero quelli che sono facili da implementare e che apportano un numero elevato di benefici;
  • Al contrario, più di un terzo (36%) delle aziende si stanno concentrando su implementazioni “caso per caso” in una serie di aree, come data entry o storage automation.  Tali sviluppi non sono scalabili, sono difficili da implementare e potrebbero non portare a ingenti ritorni;
  • Le funzioni di back- e middle-office hanno ottenuto i maggiori benefici: oltre la metà (56%) delle aziende che utilizzano l’automazione l’ha implementata nel settore IT e oltre un terzo (37%) ha adottato tali soluzioni nel middle-office. Le funzioni di back-office per procurement e supply chain e per la divisione Risorse Umane, sono quelle che, mediamente, ottengono il maggior ritorno sull’investimento (ROI), rispettivamente con il 18% e il 15%. Il 29% delle imprese che utilizzano l’automazione, la impiegano per le funzioni di front-office, come le vendite e il marketing;
  • Le aziende “all’avanguardia” nell’automazione hanno alcuni elementi in comune:
    • Una chiara roadmap: Il 68% degli appartenenti a questo gruppo aveva un chiaro percorso di trasformazione, mentre il 67% aveva a disposizione il budget necessario per realizzarla;
    • Assicurare un’adozione di tipo top down: l’85% degli intervistati ha dichiarato che l’automazione è una priorità assoluta per la propria azienda, e un ulteriore 82% ha affermato che anche il management ne ha compreso l’importanza;
    • Concentrarsi sullo sviluppo delle persone e delle loro competenze: l’88% ha sottolineato che l’automazione è stata accolta con favore dai dipendenti, mentre l’83% ha affermato che l’implementazione di questa tecnologia ha portato alla creazione di nuovi posti di lavoro all’interno della propria azienda.

Per scaricare una copia del report cliccare qui.

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