Industria del risparmio gestito, la crescita recente e le sfide per il futuro

A
A
A
di Finanza Operativa 18 Ottobre 2018 | 15:00

“L’industria del risparmio gestito: la crescita degli anni recenti e le sfide per il futuro”, questo il titolo dell’intervento di Carmelo Barbagallo – Capo Dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria della Banca d’Italia tenutosi martedì 18 ottobre presso l’AFB – Bocconi Academy, in occasione della Opening Conference “Business transformation in Asset/Wealth Management” i sui punti principali sono stati:

  • Le sfide che si delineano nel prossimo futuro non sono di poco conto, per i gestori come per i distributori, che si trovano di fronte un puzzle non facile da risolvere: ritorno della volatilità sui mercati, maggiori costi di compliance, pressioni sui prezzi da parte dei clienti, concorrenza accresciuta sia nell’ambito degli operatori “tradizionali” che tra questi e i nuovi soggetti del fintech, necessità di investimenti per migliorare il servizio alla clientela, vincoli di capitale.
  • Negli ultimi dieci anni i costi dei fondi comuni italiani sono risultati in aumento sia per via della crescente applicazione di commissioni di entrata/uscita sia per l’introduzione delle commissioni di collocamento nei fondi “a scadenza”.  Alle quote collocate tramite il canale online sono applicate commissioni di gestione non dissimili da quelle afferenti le quote acquistabili presso gli sportelli, che includono, peraltro, i costi di distribuzione.
  • Alla crescita del mercato dei fondi comuni aperti hanno dato un contributo importante i gestori appartenenti ai gruppi esteri, la cui quota è aumentata dal 29 per cento di fine 2014 al 43 per cento di agosto 2018. L’incremento della quota di mercato dei gestori esteri non si è tradotto in un calo dei costi: da uno studio pubblicato dalla Consob  si ricava che, a parità di categoria, le classi di quote dei fondi esteri offerte in Italia al “retail” hanno costi in linea se non superiori a quelli dei fondi domestici.
  • Le innovazioni normative più recenti, soprattutto l’entrata in vigore della Mifid2, sono destinate a produrre rilevanti effetti sull’organizzazione degli intermediari e nei rapporti con la clientela. La maggiore trasparenza dei costi applicati è elemento chiave per accrescere la consapevolezza dei risparmiatori; è prevedibile una pressione della clientela nei confronti degli intermediari per una riduzione delle commissioni. Per altro verso, l’attuazione della nuova regolamentazione implica costi di compliance non irrilevanti soprattutto per le strutture di minore dimensione
  • Il risparmio gestito potrà essere profondamente influenzato dal dispiegarsi degli effetti derivanti dall’applicazione delle tecnologie digitali (fintech). E’ facile profezia affermare che le innovazioni tecnologiche avranno un impatto significativo su tutte le fasi produttive: dall’elaborazione delle scelte di gestione nel processo di investimento alle modalità di contabilizzazione ed esecuzione degli ordini, dalla registrazione delle transazioni alle comunicazioni verso la clientela e le controparti. Anche in tale contesto si riafferma come tema centrale l’esigenza di innalzare la qualità del servizio ai risparmiatori, uscendo dalla logica della mera vendita di “beni” ed entrando in quella dell’offerta di un efficace servizio di allocazione del risparmio.
  • La crescente familiarità degli investitori verso l’utilizzo degli strumenti digitali nei pagamenti e nelle transazioni finanziarie può creare le condizioni per il lancio, nel nostro paese come nel resto d’Europa, di modelli di collocamento che si sono affermati da tempo negli Stati Uniti e che vedono l’utilizzo esclusivo del canale online da parte di grandi asset manager per collocare le quote dei fondi gestiti e per offrire servizi di consulenza personalizzata ai risparmiatori.
  • Non si può poi sottacere come la regolamentazione dell’offerta dei servizi finanziari non garantisca di per sé la piena tutela del risparmio ove non venga accompagnata da un adeguato livello di educazione finanziaria dei risparmiatori. Occorre sviluppare l’educazione finanziaria soprattutto verso la componente più minuta del risparmio, che si rivolge agli sportelli bancari al di fuori dello schema della consulenza. Verso il medesimo obiettivo dovrebbe indirizzarsi il disegno dei prodotti destinati al grande pubblico, che dovrebbero distinguersi per chiarezza e semplicità.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti
X