La Svizzera alle prese con il 'caso' UBS

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Avatar di Cosimo Baccaro 9 Giugno 2009 | 14:30
Oggi è il termine fissato per l’uscita dello Stato svizzero da UBS. Quest’ultimo aveva prestato al colosso svizzero 6 miliardi di franchi per poter uscire dalla crisi. Le opzioni adottabili dalla Svizzera sono diverse.

La data concordata è quella di oggi, 9 giugno. Dalla data odierna infatti lo Stato svizzero può decidere di uscire dal capitale di UBS.
Il 9 giugno era la data concordata per la scadenza delle obbligazioni convertibili sottoscritte dalla stato elvetico per aiutare UBS nel superamento della crisi dei mutui subprime in cui UBS è stata pesantemente coinvolta.
Il prestito è ingente e ammonta a 6 miliardi di franchi svizzeri, pari a 3,9 miliardi di euro. Di certo per la banca svizzera non sarà facile reperire i fondi necessari, ancorchè UBS ha fatto registrare una raccolta negativa. [p]Bruno Gehrig[/p], membro del cda di UBS, ha rilasciato delle dichiarazioni che lasciano intendere però che all’interno della banca c’è speranza. Infatti l’obiettivo di UBS è il ritorno all’utile entro la fine di questo anno, in modo tale da poter riconquistare la fiducia degli investitori persa durante il periodo crisi.

Oggi dunque scade il prestito, e lo Stato svizzero deve prendere una decisione sul da farsi. Le alternative sono diverse, anche se ancora ufficialmente non si conosce la linea che prenderà. Di certo si sa solamente che la Confederazione punta ad uscire al più presto dal capitale di UBS e a veder rientrare nelle proprie casse i fondi usciti nell’ottobre 2008 e perciò il denaro non andrà perduto.
La scelta delle obbligazioni convertibili prevede appunto la facoltà di convertire in azioni la somma prestata ad una scadenza predeterminata. La conversione in questione può avvenire da oggi e fino al 9 giugno 2011.
La prima opzione potrebbere essere quella di rivendere il prestito così com’è sul mercato dei capitali, ma questo comporterebbe trovare degli acquirenti per 6 tranches da 100 milioni di franchi ciascuna e questo non sarebbe un’impresa semplice.
La seconda opzione potrebbe essere quella di convertire interamente il prestito in azioni. Così lo stato diventerebbe possessore di oltre 330 milioni di azioni UBS, che andrebbe poi a rivendere in borsa. Il rischio però sarebbe quello di veder scendere pesantemente il prezzo del titolo, per cui la banca rischierebbe di ripiombare nel baratro rendendo vani gli sforzi di salvataggio.
Terza opzione sarebbe attendere la fine della scadenza del periodo di conversione, cioè il 9 giugno 2011, in modo tale da sfruttare gli interessi che maturerebbero sul prestito nei due anni. Infatti il tasso d’interesse applicato al prestito è del 12,5%, per cui in un anno il prestito frutterebbe 750 milioni di franchi svizzeri e questo permetterebbe di recuperare interamente la somma prestata, sempre a condizione che il valore del titolo resti sopra i 12,5 franchi.
Ultima opzione è quella che lo stato tenga le azioni e diventi proprietaria del 9,3% del capitale di UBS, anche se questa resta l’opzione meno probabile in quanto abbiamo già detto dell’intenzione dello stato elevetico di ritirarsi al più presto dal capitale della banca svizzera.
Nei prossimi giorni dunque scopriremo quale sarà la decisione che prenderà lo Stato svizzero.

Societa’ Listino di Riferimento Prezzo Valuta Var%
Allianz Deutsche Börse (XETRA) 69,02 EUR -2,65%
American Express NYSE 25,65 USD 2,81%
Axa EURONEXT 14,46 EUR -1,73%
Azimut BORSA ITALIANA 6,97 EUR 0,43%
Banca Generali BORSA ITALIANA 6,18 EUR 1,48%
Bank of NY Mellon NYSE 28,54 USD 1,13%
Barclays LSE 18,35 USD -1,50%
BlackRock NYSE 169,36 USD 3,43%
BNP EURONEXT 47,31 EUR -1,14%
BPM BORSA ITALIANA 4,56 EUR 0,33%
Citigroup Inc NYSE 3,42 USD -1,16%
Credit Agricole EURONEXT 10,56 EUR -2,04%
Credit Suisse Group SWISS MARKET EXCHANGE 49,08 CHF -1,84%
Deutsche Bank Deutsche Börse (XETRA) 47,00 EUR -2,08%
Dexia EURONEXT 5,62 EUR -3,27%
Fortis EURONEXT 2,47 EUR -4,63%
FT Inv. NYSE 74,31 USD -0,38%
Goldman Sachs NYSE 148,35 USD -0,44%
Henderson LSE 85,75 GBp -3,65%
HSBC Investments LSE 523,50 GBp -0,10%
ING EURONEXT 7,74 EUR -1,79%
IntesaSanpaolo BORSA ITALIANA 2,40 EUR -2,93%
Invesco NYSE 17,57 USD 1,09%
Janus Capital Group NYSE 11,43 USD -3,14%
Jp Morgan NYSE 35,39 USD 2,43%
Julius Baer SWISS MARKET EXCHANGE 44,62 CHF -4,45%
Legg Mason NYSE 23,90 USD -0,29%
Man Group LSE 266,25 GBp -2,11%
Mediobanca BORSA ITALIANA 8,91 EUR 1,89%
Mediolanum BORSA ITALIANA 3,80 EUR -2,88%
Morgan Stanley NYSE 31,39 USD 1,36%
Montepaschi Siena BORSA ITALIANA 1,14 EUR -2,97%
Natixis EURONEXT 1,54 EUR -0,45%
Nordea bank OMXNORDICEXCHANGE 60,90 SEK 1,50%
Raiffeisen wienerborse 27,21 EUR -2,82%
Schroders LSE 850,50 GBp -2,35%
Skandia (Old Mutual) LSE 75,50 GBp -3,08%
State Street NYSE 47,41 USD 0,30%
Ubs SWISS MARKET EXCHANGE 14,84 CHF -1,13%
Unicredit BORSA ITALIANA 1,99 EUR 0,15%

Dati di chiusura del 8 giugno 2009, fonte Bluerating.com;

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