Investimenti: tre scenari per l’Italia

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 25 Ottobre 2018 | 14:30

A cura di Giovanni Cuniberti, Responsabile Consulenza, Gamma Capital Markets
Lo scenario attuale mostra una relazione particolarmente tesa fra l’Italia e l’Europa. Pur essendo ottimista sugli sviluppi futuri ritengo sia importante delineare la situazione per affrontare nei migliori dei modi un periodo che potrebbe essere particolarmente turbolento. In questi ultimi giorni ho approfondito molti aspetti, ho letto alcuni libri come “Il Macigno” di Cottarelli (che vi consiglio caldamente) ed ho partecipato ad alcuni incontri con persone ben informate ed inserite in ambienti universitari di alto livello.
La BCE non ha più munizioni e non è disposta, al momento, ad aiutare l’Italia, quindi è probabile che nasca un tavolo di lavoro che dovrà portare ad un compromesso ed a una versione modificata della manovra entro fine novembre. La risposta fornita da Tria alla Bce non sembra mostrare passi indietro, in linea con l’atteggiamento tenuto dal governo in questo periodo. Qui il link del testo integrale:

La storia del nostro paese non aiuta la credibilità a livello europeo in quanto, nel passato, sono state promesse riduzioni del debito mai mantenute. Le mie analisi riscontrano problematiche sia nella struttura dell’Unione Europea, che dovrebbe creare un ente sovranazionale e condiviso che garantisca il debito di ogni paese, sia sull’atteggiamento del governo che inserisce nella manovra una crescita del PIL ipotetica che non abbiamo ottenuto nel 2017 durante una fase di espansione mondiale e che difficilmente potremo ottenere nel 2019 con dati macro in leggero rallentamento.
Purtroppo, le turbolenze generate dai mercati, che guardano i numeri e non la politica, hanno un effetto immediato e negativo:
1. Aumento dello spread e discesa dei prezzi dei titoli di stato
2. Diminuzione della fiducia dei consumatori
3. Minor spesa
4. Minor fatturato ed utile da parte delle aziende
5. Minor introito fiscale da parte dello stato
6. Conseguente aumento del debito, a cui si aggiunge una maggior spesa data dal rinnovo dei Btp/Cct in scadenza nel 2019 a tassi più alti
Seppur questa descrizione possa risultare semplicistica, in realtà il meccanismo si autoalimenta molto velocemente, lasciando da parte al momento le agenzie di rating che potrebbero declassarci ulteriormente o essere benevole, da qui a fine anno, come già avvenuto nel weekend con Moody’s che ha mantenuto lo scenario STABILE.
L’aspetto più importante rimane l’approccio da adottare in questo contesto. La situazione potrebbe evolvere in 3 scenari.

SCENARIO 1:
Europa e Governo trovano un accordo per rimanere all’interno di parametri accettabili entro metà/fine novembre.
EFFETTO: In questo caso sia i titoli di stato sia i titoli azionari bancari dovrebbero rivalutarsi per effetto dello “scampato pericolo”.

SCENARIO 2:
Non trovano un accordo e arriva un governo tecnico o la Troika.
a. Ci sarà la patrimoniale
b. Taglieranno la spesa pubblica
c. Cercheranno di rilanciare il paese ma si andrà comunque in recessione
EFFETTO: Titoli di stato e azioni bancarie saranno da monitorare attentamente, ma potenzialmente potrebbero ripartire al rialzo.

SCENARIO 3:
Lo scontro diventa ampio e l’Italia esce dall’Europa in maniera delicata o violenta, spinta dall’interno o direttamente dall’Unione Europea
a. La nuova valuta si svaluta del 25%
b. Ci saranno periodi difficili soprattutto nel breve
c. Il costo delle materie prime sarà molto alto
d. Nel lungo periodo potrebbe esserci una ripresa
EFFETTO: una difesa potrebbe essere rappresentata dai titoli in valuta estera per proteggere il patrimonio e/o dall’apertura di conti all’estero per non subirne la ridenominazione nella nuova valuta.

Lo scenario 3 per quanto poco probabile, va tenuto in debita considerazione all’interno di un’analisi dei possibili outcome.

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