Forex-Enalotto!

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di Redazione 11 Giugno 2009 | 06:45
Un portavoce ufficiale del Governo Russo avrebbe dichiarato che la Banca Centrale sarebbe pronta a vendere Treasuries e comprare obbligazioni del Fondo Monetario Internazionale. E’ bastata questa dichiarazione a far scendere nuovamente il biglietto verde dopo che tutta la giornata era stata caratterizzata da un movimento impulsivo di recupero che aveva portato l’Euro da 1.4140 a 1.3916 in poche ore.

Fare trading sul mercato valutario, in questa fase storica, è come sfogliare una margherita e chiedersi per ogni petalo: dollaro o non dollaro ? Cioè in sostanza i movimenti e le oscillazioni del biglietto verde sono percepiti come casuali, dettati dall’emotività del momento, che magari è esattamente l’opposto del sentiment vissuto appena 24 ore prima, mentre la volatilità rimane altissima. E stiamo parlando di Eurusd, non di lira turca contro Fiorino Ungherese. Ma basterebbe concentrarsi sui soli movimenti visti tra ieri sera dopo la pubblicazione del beige book e quelli di stamani per capire che il mercato non ci sta capendo molto e il cambio in questione, che peraltro poi trascina con un effetto domino, molte altre coppie di valute, sembra tornato ai livelli di volatilità visti tra ottobre e dicembre. Il dibattito, tra coloro che sostengono un dollaro più forte e quelli che invece ne affermano la necessità di declino strutturale, è acceso.

Da un lato infatti accade che vi siano prospettive di rialzo dei tassi nel medio termine negli Stati Uniti e questo non farebbe altro che alimentarne la ripresa, per il fatto che il ciclo economico Usa sembrerebbe più avanti rispetto ai paesi concorrenti, ma dall’altro troppi dollari sono presenti sul mercato e molte Banche Centrali sembrano in procinto di volersi disfare dei Treasuries detenuti in portafoglio. Ieri sera un portavoce ufficiale del Governo Russo avrebbe dichiarato che la Banca Centrale sarebbe pronta a diversificare le proprie riserve vendendo Treasuries e comprando obbligazioni del Fondo Monetario Internazionale. Lo stesso portavoce ha dichiarato che se lo Yuan diventasse valuta di riserva internazionale, la Banca Centrale venderebbe dollari comprando Yuan. E’ bastata questa dichiarazione a far scendere nuovamente il biglietto verde dopo che tutta la giornata era stata caratterizzata da un movimento impulsivo di recupero che aveva portato l’Euro da 1.4140 a 1.3916 in poche ore. Stanotte il cambio è tornato, a causa di queste dichiarazioni, in area 1.4060 e francamente fare previsioni è come giocare al superenalotto. Dall’altra parte molti sostenitori di un cambiamento a livello globale e della ricerca di una valuta sovranazionale al posto del biglietto verde, sostengono che ciò non dovrebbe automaticamente tradursi in una discesa o crollo della divisa Usa e ciò appare assolutamente comprensibile visto che chi afferma queste cose, ha in portafoglio una enorme quantità di dollari e quindi cerca di evitare di farsi del male da solo.

Ma intanto il dibattito crea volatilità e l’incertezza rende il mercato ma soprattutto le price action estremamente nervose. Fase laterale volatile con predominanza di una certa debolezza del biglietto verde.

Ma, non dobbiamo dimenticarlo, l’attuale fase di grande volatilità, dipende anche dall’incertezza che regna sui mercati finanziari tradizionali, azionario in testa, date le correlazioni, sempre presenti con il mercato dei cambi. Le attuali correlazioni (Dollaro in discesa insieme a Yen e franco svizzero quando la borsa sale) rischiano di saltare se il mercato dovesse cominciare a concentrarsi sulla crescita, anziché focalizzarsi sullo stato della recessione. Ovvero, nel momento in cui si comincerà nuovamente a parlare di rialzo dei tassi, allora il dollaro potrebbe recuperare anche con mercati azionari in fase di consolidamento o comunque tenuta, e il legame visto fino ad ora potrebbe saltare. Inoltre non dobbiamo dimenticare che altri paesi e altre valute, che negli anni hanno sopportato il peso del dollaro debole, ora cominciano a sostenere la necessità di una perdita di valore delle divise locali, per riuscire ad uscire più in fretta dalla crisi. Insomma, altro che flessibilità valutaria che il G8 inutilmente e con una certa retorica chiede al mondo cioè a se stesso.
Ogni paese vorrebbe svalutare, i giapponesi che non riescono più ad esportare e che avrebbero bisogno di uno Yen decisamente su altri livelli, Europei, che non riescono più ad accettare un cambio del dollaro così debole, e un cambio dell’Euro contro le principali valute, così forte.

Il prossimo G8 potrebbe parlare ancora dei Dsp ovvero dei Diritti Speciali di Prelievo, che come molti sanno, è la valuta che era stata creata come Unità di Conto del Fondo Monetario Internazionale, costituita da un paniere di valute costituito da Dollari, Euro, Sterline e Yen. Dollaro ed Euro, all’interno del paniere, hanno un peso importante mentre lo Yen ha un peso dell’11%, un livello che rimane però ben superiore alla percentuale detenuta nei portafogli globali, circa il 3%. Se i Dsp venissero adottati a livello globale, la riallocazione secondo queste percentuali dei portafogli globali costringerebbe moti ad acquistare Yen.

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