Focus su elezioni midterm e utili aziendali

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di Finanza Operativa 30 Ottobre 2018 | 09:30

A cura di Larry V Adam, Cio Americas and Chief Investment Strategist di Dws

Nell’imminenza delle elezioni midterm negli Stati Uniti un pareggio politico appare l’esito più probabile. Storicamente il partito del Presidente ottiene risultati mediocri nelle elezioni midterme i sondaggi effettivamente prevedono che i Repubblicani perdano la maggioranza nella Camera, mantenendola però al Senato. Tuttavia in passato nella maggior parte dei casi un governo misto ha coinciso con l’accelerazione della crescita economica e con rialzi della borsa. Spingendo lo sguardo al futuro, continuiamo a prevedere turbative geopolitiche che aumenteranno il disorientamento degli investitori, da quelle tuttora preminenti delle tensioni commerciali ad altre più recenti, tra cui le notizie sull’Arabia Saudita.

Economia statunitense – A settembre vi è stato un rallentamento nel settore abitativo, dalle aperture di nuovi cantieri alle vendite immobiliari alle licenze edilizie concesse. Il motivo di quest’andamento potrebbe essere la recente stretta monetaria e la conseguente maggiore onerosità dei mutui, che inizia a pesare sui consumatori. Dall’anteprima del PIL del 3°trimestre pubblicata stamattina risulta un incremento del 3,5% annualizzato rispetto al 3,30% previsto dagli analisti. Oggi è stato pubblicato anche il dato della spesa primaria per i consumi personali (1,6%), il criterio di misurazione dell’inflazione preferito dalla Federal Reserve. Prevediamo un’inflazione ancora in costante aumento, seppure modesto. Ciò permetterà alla Federal Reservedi proseguire il percorso delineato nel verbale pubblicato la scorsa settimana, ossia graduali aumenti del tasso d’interesse per contrastare il possibile futuro aumento dell’inflazione, ma anche per crearsi un margine di manovra nell’eventualità di future decelerazioni dell’economia.

Azioni – Siamo di nuovo a ridosso della pubblicazione degli utili delle imprese, che è iniziata brillantemente. Finora sono stati diffusi i risultati di poco meno del 40% delle aziende; di queste, circa l’80% (un numero molto superiore alla media storica del 64%) ha pubblicato utili superiori alle previsioni degli analisti. Anche i ricavi del 65% delle aziende hanno superato le attese. Nel complesso, gli utili pubblicati dalle aziende superano del 4,10% le previsioni: è un risultato migliore del 3,20% che è il tasso storico medio di superamento dal 1994 a oggi, ma è inferiore al +5,30% degli ultimi quattro trimestri. Nonostante questi apprezzabili risultati, a ottobre ha prevalso la tradizionale volatilità preelettorale e l’indice S&P 500 ha perso circa il 7%. La recente flessione del mercato e l’incremento degli utili hanno reso più sostenibili le valutazioni relative, rendendo più appetibili le azioni.

Reddito fisso – I rendimenti obbligazionari, sia nel segmento a breve scadenza che in quello a lunga scadenza, si mantengono intorno ai massimi del 2018; gli attuali rendimenti dell’emissione biennale e di quella decennale del Tesoro USA, rispettivamente pari al 2,85% e al 3,12%, hanno leggermente irripiditola curva dei rendimenti rispetto al minimo di agosto. L’inflazione prevista, calcolata sottraendo dal rendimento quinquennale dei titoli del Tesoro il tasso d’inflazione atteso tra cinque anni, resta leggermente superiore al 2,20% e coincide all’incirca con la nostra previsione. Restiamo del parere che col passare del tempo l’accelerazione dell’economia farà aumentare gradualmente il tasso d‘interesse.

 

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