“Piano B”

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di Finanza Operativa 30 Ottobre 2018 | 17:30

A cura di Wings Partners Sim

Il Governo italiano a Bruxelles a dichiarato di non avere alternative rispetto alla proposta presentata, convinto di portare avanti la linea politica stabilita, per quanto difficilmente percorribile per mancanza di fondi. L’economista Karsten Wendorff della Bundesbank è stato quindi ispirato a trovare un “piano B” in caso la situazione torni a peggiorare nel corso dei prossimi mesi.

La proposta sarebbe la creazione di un fondo di “solidarietà nazionale” finanziato dalle famiglie italiane, invece che dalle istituzioni europee e quindi dai contribuenti di tutta l’area della moneta unica. Per costituire tale fondo verrebbe introdotta una patrimoniale del 20% della ricchezza dei privati per finanziare il debito pubblico, che non verrebbe espropriata in maniera definitiva, piuttosto verrebbe accantonata per essere restituita ad una data futura. Una semplice dichiarazione di questo tipo risulta dannosa per il sistema bancario italiano e rischia di creare una crisi di fiducia, con una fuga di capitali dai conti in favore di altri Paesi. Uscita infelice dell’economista tedesco che determinerà una reazione di Roma, riducendo inoltre l’efficacia di una misura di questo tipo che risulta tanto più efficace quanto più inaspettata.

Nel frattempo, Standard & Poor’s lascia invariata il giudizio sull’affidabilità creditizia a “BBB”, con l’outlook che passa a negativo (da stabile) anticipando la possibilità di prossimi downgrade nel futu-ro. Una buona notizia per i mercati che temevano un taglio già a seguito di questa valutazione, ade-guando il giudizio a quello di Moody’s della scorsa settimana, con lo spread tra il BTP decennale italiano e l’omologo tedesco che torna al di sotto di quota 300, alleviando la pressione sul Governo.

In chiusura della scorsa settimana pubblicati invece dati americani al di sopra delle aspettative, con il PIL in crescita del 3,5% nel terzo trimestre, al di sopra delle aspettative del 3,3% ma in lieve calo rispetto al 4,2% del secondo dei tre mesi precedenti. Un risultato positivo che si accompagna invece ad un dato sull’inflazione fermo all’1,4%, tornando al di sotto dei livelli obiettivo della Federal Reserve (al 2%), riaprendo potenzialmente la discussione sul rialzo dei tassi (che potrebbe quindi procede-re ad un ritmo più lento il prossimo anno).

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