Risparmio gestito, raccolta in calo ma i titoli quotati restano un affare

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di Finanza Operativa 31 Ottobre 2018 | 11:30

Era da 33 mesi che l’industria del risparmio gestito non registrava una raccolta netta negativa: a settembre il comparto Assoreti ha accusato una flessione con deflussi per 120 milioni di euro. Complici le turbolenze sui mercati emergenti in scia alla guerra commerciale Usa-Cina, il contesto di tassi in Usa in ascesa e le alte valorizzazioni a Wall Street (ora già ridimensionate) gli investitori sembrano di fatto entrati in modalità “risk-off”.

Se da un lato questo dato preoccupa, dall’altro però si rileva una reazione tutt’altro che negativa a Piazza Affari per i titoli del comparto del risparmio gestito che anzi proseguono nel recupero tendenziale, forse già troppo penalizzati dopo i pesanti ribassi delle scorse settimane che hanno gravato sull’intero Ftse Mib.

Nel dettaglio, oggi Anima Holding segna un rialzo superiore all’1% (dato rilevato alle ore 10,50 del 31 ottobre). Un movimento che favorisce l’inversione rialzista dei corsi intrapresa dal titolo dopo il minimo dello scorso 25 ottobre a 3,33 euro. Dal punto di vista operativo però, solo l’eventuale conferma del superamento della media mobile a 21 sedute al momento passante per quota 3,75 aprirebbe la via a un crebile ulteriore allungo prioma verso 4,10 (dove passa la media mobile a 50 giorni) e in seguito a ridosso della resistenza statica posta in area 4,50/4,70 euro). Da rilevare poi, ai prezzi attuali, che il titolo vanta un rendimento del dividendo di tutto rispetto: 4,93%.

Azimut Holding sta al momento mettendo segnando un ribasso limitato allo 0,6% proseguendo nel tentativo di consolidamento laterale introno ai 10,85 euro. Una dinamica che può rivelarsi propedeutica all’inizio di un recupero con target a 11,90 in prima battuta e poi in zona 13 euro, livelli dove transitano rispettivamente le medie mobili a 21 e 50 sedute. In questo caso poi il dividend yield è dell’8,9%.

Proseguendo, Banca Generali registra un ribasso al momento contenuto a circa lo 0,6% e, dal punto di vista tecnico, il titolo sta tentando di consolidare in un trading range che potrebbe rivelarsi una solida base dalla quale tentare una ripartenza. In quest’ottica, al rialzo i prossimi target sono individuabili in arrea 18,55/20 euro con un rigido stop loss da posizionare però a 16,75 euro. Degno di nota poi, anche in questo caso, il dividend yield, attualmente pari al 7,16%.

Ancora, Banca Mediolanum è praticamente invariata rispetto alla precedente seduta e, tecnicamente parlando, il titolo è in fase di rimbalzo dopo il minimo al di sotto della soglia dei 5 euro dello scorso 26 ottobre. Prossimi obiettivi a quota 5,50 prima e 5,75 in seguito con stop loss all’eventuale cediemento di 4,90. Anche per questo titolo il rendimento del dividendo è decisamente interessante: 7,7%.

Infine, ultimo ma non certo per importanza, FinecoBank registra un rialzo del 2,5% che, tecnicamente conferma l’inversione rialzista in atto. Prossimi obiettivi in area 10/10,15 euro prima e 10,50 in seguito. Il rendimento del dividendo è, seppur di poco, superiore al 3 per cento.

Gianluigi Raimondi

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