Chee (Credit Suisse AM): “Bond in Renmimbi, un’asset class con molti vantaggi”

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di Finanza Operativa 2 Ottobre 2018 | 16:30

“I bond cinesi, corporate e titoli finanziari del mercato interbancario, denominati in valuta locale (Renminbi) stanno diventando una vera e propria asset class che vanta una bassa correlazione con il resto del mercato, una volatilità molto contenuta e rendimenti decisamente appetibili“. Ad affermarlo è Adrian Chee, head of portofolio management and credit Asia e gestore del fondo credit Suisse (Lux) China Rmb Credit Bond fund di Credit Suisse Asset Management che spiega: “La Cina, la cui crescita del PIL al 6.6% è all’avanguardia nel mondo, ha oggi il terzo maggiore mercato obbligazionario al mondo, con USD 11,7 trl e un rating A+ segue quello statunitense (USD 39,9 trl e rating AA+) e giapponese (USD 12,7 trl e rating A+). Un mercato che si sta affermando come asset class a sé stante e che, a breve, potrà essere incluso negli indici obbligazionari globali, attirando così ulteriori flussi d’investimento attivi e passivi.

“Oggi è difficile individuare investimenti, decorrelati a scarsa volatilità e che permettano un elevato grado di diversificazione del portafoglio puntando ad ottenere ritorni degni di nota. Il nostro comparto vuole proporsi come soluzione interessante in questo contesto”.

In una anno, (il fondo è partito a settembre 2017) il fondo, ha raccolto circa duecento milioni di dollari e – tiene a sottolineare Chee ” l’interesse da parte degli investitori è crescente, specie al di fuori della Cina”. I numeri e le caratteristiche parlano chiaro: “Questo nuovo universo di obbligazioni made in China – afferma il gestore di Credit Suisse AM – ha un rendimento target del 4,5%–5,5%, un rating relativamente alto (A-3 il rating minimo per i bond compresi nel comparto), una bassa sensibilità ai tassi d’interesse e una volatilità in media limitata al 2,5% (contro, per esempio, il 3,5% del mercato dei bond Usa). Grazie alla nostra profonda conoscenza del mercato, selezioniamo emittenti che hanno la sede o la maggior parte delle loro attività in Cina. In aggiunta il fondo fa una selezione in misura minore in titoli di Stato, obbligazioni emesse da istituti bancari statali ed enti governativi locali e sui mercati dell’Asia continentale e offshore. Gestiamo attivamente la duration (ora in media di quattro anni) e l’allocazione settoriale e adottiamo una selezione di tipo bottom-up degli emittenti”.

Nel dettaglio nell’allocazione settoriale Chee privilegia i titoli bancari (incluse le policy banks a controllo statale), i titoli di Stato, i titoli del settore carbonifero, dei metalli e minerari, i titoli immobiliari, le utility e i titoli dei distributori e operatori del mercato all’ingrosso.

Da evidenziare poi un’altra importante peculiarità delle obbligazioni comprese nel fondo di Credit Suisse: “L’appoggio governativo alle società emittenti – sostiene Chee – fornisce una sostanziale stabilità contribuendo al continuo miglioramento dei fondamentali delle società. Tanto che nelle aziende cinesi i livelli di governance e la trasparenza si avvicinano gradualmente alle aspettative degli investitori occidentali”.

Non si devono però trascurare i rischi tipicamente correlati alle obbligazioni e agli investimenti dei mercati emergenti. A cominciare dai rischi valutari correlati agli investimenti in renminbi. Per questa ragione il fondo ha anche classi a copertura del rischio, in euro.

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