Rendimenti a tutta birra

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di Finanza Operativa 1 Novembre 2018 | 10:00

A cura di Francesco Lavecchia, Morningstar
Le trimestrali accendono un faro sull’industria della birra. La crescita dei volumi di vendita e del margine Ebit inferiori alle previsioni degli analisti e l’annuncio del taglio del dividendo hanno prodotto il sell-off del titolo Anheuser-Busch InBev (ABI). Ora le azioni del gruppo americano-belga sono scambiate a un tasso di sconto del 35% rispetto al fair value. Ma, all’interno del comparto, non sono le uniche a mostrare valutazioni interessanti.
Fondamentali solidi per ABI
A guardare meglio i numeri di ABI, comunque, il giudizio sulla trimestrale non è completamente negativo. La contrazione dei volumi e il calo delle vendite in Brasile sono due fattori deludenti, ma frutto di una congiuntura sfavorevole. Dall’altra parte, però, c’è il miglioramento del prezzo medio del portafoglio prodotti (che permette all’azienda di conservare alti margini di profitto) e la buona performance in Europa, dove il fatturato è salito del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Il taglio della cedola è stata una scelta impopolare ma, secondo gli analisti di Morningstar, necessaria per riportare il rapporto debito/Ebitda verso livelli di equilibrio. Tuttavia, la contrazione del prezzo di mercato delle azioni ha mantenuto il dividend yield (cedola/prezzo) in linea con quello dei competitor.
“Nonostante la nostra decisione di tagliare il fair value da 106 a 103 euro a causa dei deludenti numeri del terzo trimestre, crediamo che le vendite registrate nella scorsa settimana permettano agli investitori di prendere posizione su un titolo di elevata qualità a un prezzo molto conveniente. Anheuser-Busch InBev ha buone prospettive di crescita, specie nei mercati in via di sviluppo, e promette di far risalire la cedola nei prossimi anni”, dice Philip Gorham di Morningstar (report aggiornato al 25 ottobre 2018).
Heineken guadagna quote in Brasile
Anche la rivale numero uno di Abi, Heineken, ha presentato la scorsa settimana i dati del terzo trimestre, ma i numeri in linea con le stime degli analisti hanno evitato che il prezzo delle azioni del gruppo olandese virasse al ribasso come nel caso di ABI. Il titolo è comunque scambiato a sconto rispetto al fair value di 85 euro (report aggiornato al 24 ottobre 2018) e questo permette agli investitori di posizionarsi su una società leader del settore e con interessanti prospettive di crescita.
“Rispetto allo scorso anno i volumi di vendita sono saliti del 3,1% nel terzo trimestre grazie soprattutto alla buona performance registrata in Brasile, dove Heineken ha guadagnato quote di mercato ai danni di Anheuser-Busch InBev. Il gruppo americano-belga ha consolidato la leadership del settore grazie all’acquisizione di SAB Miller, ma apprezziamo la strategia di Heineken di puntare sui marchi premium, di espandersi in categorie di prodotto vicine alla birra come il sidro e di aumentare l’integrazione verticale del gruppo anche attraverso l’acquisizione di catene di pub come avvenuto nel Regno Unito. Le nostre previsioni per i prossimi cinque anni indicano una crescita media dei ricavi attorno al 4% e un’espansione dei margini di profitto dall’attuale 15% al 18% nel 2022”, conclude Gorham.

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