Il “Bolognese” punta su Miami e lancia emissione obbligazionaria da 3 mln

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di Finanza Operativa 5 Novembre 2018 | 13:00

Lo storico ristorante “Dal Bolognese” punta all’espansione all’estero. Nel 2019, infatti, aprirà una prima location fuori dall’Italia, nella Brickell Area di Miami, che già accoglie Cipriani, Novikov e altre firme eccellenti della gastronomia mondiale. Per consolidare un’operazione imprenditoriale del valore di 3 milioni di euro, la famiglia Tomaselli, da tre generazioni al servizio dei gourmands, si è affdata all’emissione di un bond sottoscrivibile da un massimo di 30 investitori.
L’emissione avverrà da parte della holding “Dal Bolognese LTD”, con sede a Londra, quotato sul mercato della Borsa di Vienna e sottoscrivibile, a partire da oggi, da un massimo di 30 investitori professionali e/o istituzionali. Questi ultimi riceveranno, fino al 2023, data di  restituzione dell’investimento, una cedola semestrale al tasso d’interesse del 5% su base annua.
Con il supporto tecnico e strategico di Pairstech ed SGS&Partners, la società statunitense “Dal  Bolognese LLC”, sempre guidata dai Tomaselli, potrà avvalersi, quindi, di capitali raccolti direttamente sui mercati fnanziari, in aggiunta a quelli investiti direttamente dalla famiglia.
La presenza fsica dei proprietari a Miami sarà costante, per fornire allo staff, che sarà selezionato direttamente da loro, gli indirizzi e le linee guida che hanno reso grande in patria “Dal Bolognese”, da sempre punto di riferimento di gusto e riservatezza per artisti e statisti di casa nostra o in visita in Italia. A eccezione del bar, che proporrà cocktail adattati ai gusti locali, secondo Ettore Tomaselli, quindi, “il cliente, negli Stati Uniti, dovrà poter gustare la medesima bontà dei nostri piatti a Roma e a Milano”.
Un arredamento che esalta ciò che “Dal Bolognese” continua a rappresentare, ovvero l’accostamento tra il meglio dell’italianità e i protagonisti della vita mondana internazionale, a partire dalla “Dolce Vita” felliniana fno alle star dei giorni nostri, farà il resto, insieme all’atmosfera. “Non sceglieremo dove andare in base a una mera pianifcazione economica – aggiunge il padre Alfredo -, ma, così come è avvenuto per Miami e la Brickell Area, uno dei criteri importanti per decidere i prossimi passi da fare sarà trovarci bene nel territorio e con i suoi punti di riferimento, per riuscire a ricreare, a nostra volta, nel rapporto con i clienti, quel servizio tailor-made che tanto impreziosisce la nostra cucina semplice, tradizionale e fondata sulla bontà delle materie prime, e ci rende unici”.
L’obiettivo, quindi, sarà quello – già ampiamente raggiunto a Roma e a Milano – di realizzare un bistrot di lusso che punti sull’esperienza e fdelizzi fortemente la clientela, attraverso una cura personale. Tutti indizi che puntano, quindi, non nella direzione di un’espansione ad ampio spettro, ma di future aperture ragionate e soprattutto “sentite”.

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