TARP & rimborsi – Citigroup non ha nessuna fretta

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di Marco Mairate 16 Giugno 2009 | 08:00
Dopo il segnale positivo di alcuni colossi bancari americani, che nelle scorse settimane hanno restituito circa 68 miliardi di dollari presi in prestito dal Governo Usa, anche Citigroup vorrebbe entrare nel gruppo, ma per ora non vuole o non può.(nella foto il numero tre di Citigroup, Richard Parsons)

Sono 45 i miliardi di dollari che lo scorso anno Citigroup prese a prestito dal piano TARP. Un salvagente finanziario che molti istituti (tra cui Goldman Sachs, Morgan Stanley e Jp Morgan) hanno deciso di restituire per non essere più assoggettati ai duri paletti imposti dal Tesoro americano (limiti ai bonus, requisiti di capitali rafforzati, controlli sulla gestione).

Della partita vorrebbe essere anche Citigroup, uno dei gruppi più colpiti dalla crisi finanziaria, e uno dei principali beneficiari dei soldi dei contribuenti Usa.

(A fianco la grafica mostra come sono stati distribuiti i soldi del TARP. Fonte:WSJ)

Il numero tre della banca, Richard Parsons (ex numero uno di Time Warner) ha spiegato però che la banca per ora non può restituire i soldi presi a prestito “Sono preoccupato che se non troveremo presto un modo per ripagare i fondi del TARP subiremo uno svantaggio competitivo rispetto gli altri player” ha detto il top manager, aggiungendo che è allo studio un piano con Washington per rimborsare i soldi in tempi brevi senza però darne alcun dettaglio.

Dopo il rafforzamento patrimoniale e gli stress test pubblicati a inizio maggio, Citigroup potrà reggere una nuovo eventuale shock economico ma “spero non si debba testare” ha detto Parsons spiegando che larga parte della ripresa della banca è legata alla ripresa dell’economia.

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