Grafene, il materiale del futuro

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di Finanza Operativa 13 Novembre 2018 | 14:30

A cura dell’Ufficio Studi di Notz Stucki
Il grafene è un materiale costituito da uno strato monoatomico di atomi di carbonio (avente cioè uno spessore equivalente alle dimensioni di un solo atomo). É il materiale più forte mai sviluppato, più resistente dell’acciaio e più duro di un diamante, e sta invadendo tutti i campi della tecnologia, dall’elettronica all’aeronautica, dalla medicina all’esplorazione spaziale. Come ci si può aspettare, la comunità di ricerca è molto entusiasta e il mondo degli affari ne segue l’esempio.
Tra le società quotate vi è ad esempio Versarien, che utilizza tecnologie brevettate per realizzare soluzioni ingegneristiche destinate ad aziende che appartengono a diversi settori: automobili, costruzioni, utilities, energia, nanotecnologie ed erogazione di servizi. Tali soluzioni sono finalizzate all’ottimizzazione di processi industriali e al miglioramento della qualità del prodotto finale.
La società detiene attualmente una capitalizzazione di mercato pari a circa 180 milioni, con un trend in forte crescita negli ultimi anni. Visto il crescente utilizzo del grafene nelle fasi di produzione industriale, società di questo genere potrebbero inoltre essere possibile preda di acquisizioni da parte di società di grandi dimensioni. Si veda per esempio Samsung, che di recente sta sviluppando una tecnologia innovativa per rendere i propri telefoni flessibili e resistenti.
In alcuni casi, invece, è possibile investire attraverso società quotate che possiedono una consistente partecipazione in una privata. Per esempio Mason Graphite (market cap 160 mln) possiede il 32,5% di Group NanoXplore, che produce grandi volumi di materiali di alta qualità a prezzi competitivi.
Anche aziende molto note nel campo tecnologico, come Intel, Nokia, IBM e Sony, sono coinvolte nella ricerca sul materiale, in particolare per lo sviluppo di prodotti di fascia alta destinati ai segmenti dell’elettronica e della fotonica. Ci si attende dunque che il materiale innovativo possa portare una grossa rivoluzione tecnologica nei prossimi vent’anni

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