Fase matura del ciclo economico e rallentamento dei mercati

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di Finanza Operativa 13 Novembre 2018 | 15:30

A cura di Pascal Blanqué, Group Chief Investment Officer, e Vincent Mortier, Deputy Group Chief Investment Officer di Amundi Sgr
L’inizio dell’autunno ha segnato un mutamento nelle dinamiche di mercato. C’è stata una ripresa generalizzata della volatilità, il rendimento dei Treasury decennali USA – salito all’improvviso – sta toccando i massimi degli ultimi sette anni, i mercati azionari sono sotto pressione. Dopo un periodo di previsioni fortemente divergenti, i mercati stanno iniziando a scontare un rallentamento sincronizzato della crescita mondiale visto che il picco dell’accelerazione degli utili sembra essere progressivamente alle nostre spalle.
I rialzi dei tassi di interesse negli USA, anche se modesti in termini assoluti, hanno pesato sui Mercati Emergenti penalizzati di recente da alcuni eventi specifici (Turchia, Argentina) con fondamentali deboli. Il clima di avversione al rischio è stato ulteriormente aggravato dalla legge di bilancio presentata dal governo italiano; le mosse più recenti di avversione al rischio hanno investito anche gli Stati Uniti colpendo soprattutto i titoli tecnologici che presentano valutazioni molto elevate.
Le implicazioni dei conflitti commerciali sono un altro tratto caratteristico del contesto attuale. Il protezionismo è un gioco senza vincitori: alla fine nessuna economia potrà esimersi dal pagare il conto. Finora il peggioramento dell’economia è visibile soprattutto nella decelerazione della crescita del commercio mondiale e delle economie della zona Euro e della Cina. Per quanto riguarda quest’ultima, le misure politiche (fiscali e monetarie) sono troppo recenti per poter aver avuto effetto sui dati della crescita del PIL. L’impatto potenziale sugli USA finora è stato offuscato dagli stimoli della politica fiscale, ma ora che stiamo entrando nella terza stagione delle trimestrali possiamo iniziare a intravedere gli effetti indesiderati del protezionismo.
La possibile revisione al ribasso degli utili a causa dei dazi doganali e le pressioni salariali potrebbero rappresentare un cocktail pericoloso in una fase matura del ciclo. Se il protezionismo diventerà strutturale e non sarà solo una mossa elettorale, potrebbe rappresentare un rischio. Noi siamo convinti che inciderà soprattutto sulle prospettive di crescita e probabilmente indurrà le banche centrali a optare per delle politiche accomodanti. Anche se la volatilità salirà, ci sembra prematuro affermare che ci troviamo in un mercato ribassista.
Dal nostro punto di vista, la configurazione che si sta delineando ha più a che vedere con una correzione che con un ritorno vero e proprio a un mercato ribassista. Tuttavia crediamo che la ridefinizione dei prezzi delle diverse classi di attivo proseguirà ed è troppo presto per segnalare aggressivamente delle opportunità di acquisto che potrebbero emergere in aree come l’Europa – non appena sarà stato superato lo stato di incertezza che riguarda l’Italia – e nei Mercati Emergenti, in cui sta venendo potenzialmente meno la minaccia derivante dal rialzo dei tassi di interesse e dal vigore del dollaro.
Abbiamo ridotto il rischio complessivo spostandoci verso i segmenti quality e value più difensivi nel comparto azionario e incrementando la duration in quello obbligazionario (titoli di Stato core, in particolare i Treasury americani). Non ci pare esistano dei buoni motivi per cambiare il nostro punto di vista in questo momento perché crediamo che i tassi di interesse negli USA siano ragionevolmente vicini al picco.
Idee ad alta convinzione

  • Multi-asset: a breve termine manteniamo un approccio prudente agli attivi rischiosi, con una bassa esposizione alle azioni e al credito per via della fragile fiducia degli investitori. Sul mercato azionario, abbiamo ancora una leggera preferenza per il mercato USA e per i temi quality e value in Europa.Non riteniamo più appetibile il Regno Unito: il potenziale rialzista di questo mercato rispetto al mercato europeo nel suo insieme sta scemando man mano che si avvicina la scadenza della Brexit. Rimaniamo molto selettivi sulle attività dei Mercati Emergenti. Confermiamo l’orientamento verso una duration breve e prevediamo che la curva tedesca seguirà un trend rialzista, mentre ci aspettiamo che negli USA gli investitori incrementeranno la duration. Siamo molto selettivi sul credito e di recente siamo diventati ancora più conservativi sul credito europeo.Manteniamo delle coperture per tutelarci dal crescente rischio politico e dalla volatilità di mercato.
  • Obbligazioni governative: i rendimenti obbligazionari potrebbero rimanere vicini ai livelli attuali. Visto il contesto di crescente volatilità degli attivi rischiosi, una strategia difensiva potrebbe consistere nell’incremento della duration: continuiamo a non ritenere interessanti i rendimenti delle obbligazioni europee core. In una fase matura del ciclo gli investitori dovrebbero cercare di assumere posizioni difensive riducendo il rischio di credito e aumentando la focalizzazione sulla liquidità e sulla qualità dei titoli.
  • Azioni: stiamo ora entrando nella fase più volatile della fine dell’anno durante la quale l’attenzione del mercato sarà puntata sulla stagione delle trimestrali che sta per aprirsi. Sarà fondamentale per valutare l’impatto dei dazi, delle turbolenze sui Mercati Emergenti, dell’aumento del prezzo del petrolio e del vigore del dollaro sulle performance delle obbligazioni societarie. Questa fase richiede una rotazione dei temi di investimento dettata dalle valutazioni. Partendo da questa prospettiva, rimaniamo prudenti riguardo alle aree più costose del mercato (growth negli USA) e privilegiamo i titoli quality scambiati con valutazioni interessanti.
  • Attività reali: in un mondo in cui la ricerca di reddito si indirizza spesso verso le aree affollate del mercato, crediamo che attingere alle opportunità nel credito (attivi liquidi e illiquidi) possa contribuire a diluire il rischio di concentrazione per quegli investitori che hanno un’ottica di lungo termine e che sono in grado di sopportare alcuni vincoli alla liquidità

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