Pochi catalizzatori per un’inversione del sentiment sul rischio

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di Finanza Operativa 14 Novembre 2018 | 14:00

A cura di Matteo Germano, Head of Multi-Asset, Amundi Sgr
Ancora poca propensione al rischio perché i mercati sono alle prese con un’espansione dell’economia nella fase matura del ciclo e con diversi problemi di natura geopolitica. Lo scenario futuro si annuncia favorevole, con la crescita nel 2019 al di sopra del suo potenziale in un buon numero di Paesi. Tuttavia, la dinamica sta rallentando e le divergenze sono importanti. Tra i Mercati Sviluppati, gli USA dovrebbero registrare una solida crescita anche nei prossimi trimestri grazie agli stimoli fiscali e ad altri possibili investimenti nelle infrastrutture.
Nei Mercati Emergenti, sono evidenti divergenze tra le economie più fragili e quelle con i fondamentali più solidi. Un altro tema centrale è quello dell’asincronia tra banche centrali: quelle dei principali Mercati Sviluppati sono intenzionate a ridurre gli eccessi delle loro politiche accomodanti ma con tempistiche e modalità diverse, mentre nei Mercati Emergenti alcune Banche Centrali sono state costrette a inasprire ancora di più le loro politiche così da proteggere le loro valute.
Altre caratteristiche di fine ciclo sono l’aumento del prezzo del greggio e il progressivo inasprimento delle condizioni finanziarie. Questo scenario si colloca in un contesto sempre più complesso da un punto di vista geopolitico. In Europa, gli investitori sono alle prese con lo scontro tra l’Italia e l’Unione Europea riguardo alla legge di bilancio, con la Brexit, e con una coalizione tedesca più debole dopo le elezioni bavaresi. A livello globale, i rischi stanno crescendo per il commercio mondiale a causa del peggioramento dei rapporti tra USA e Cina: sarà fondamentale il vertice dei G20 a novembre dove si incontreranno Donald Trump e Xi Jinping.
Visto questo scenario, non vediamo a breve termine degli elementi che possano provocare un’inversione della propensione al rischio e quindi crediamo che gli investitori dovrebbero adottare una strategia difensiva con un’esposizione direzionale al rischio molto limitata e con delle coperture.
Idee ad alta convinzione La fase di fine ciclo è ancora moderatamente positiva per le azioni che tendono a sovraperformare il credito, ma la volatilità dovrebbe aumentare e potrebbero esserci episodi di ripresa del rischio come è capitato di recente.
In questo scenario, continuiamo a concentrarci sulla diversificazione delle azioni a livello geografico, con una leggera preferenza per gli Stati Uniti che dovrebbero dar prova di una miglior tenuta in quest’ultima fase del ciclo. Abbiamo un’opinione neutrale sull’Europa, dove individuiamo delle opportunità nel “valore relativo” (ad es. nel settore dei materiali di base rispetto al mercato) e dove continuiamo a privilegiare la qualità e il valore puntando su un approccio difensivo.
Per quanto riguarda i Mercati Emergenti preferiamo la Cina perché siamo convinti che le politiche appena varate siano in grado di ammortizzare gli effetti dei dazi USA. Nel reddito fisso rimaniamo prudenti sul credito e abbiamo adottato un approccio ancora più difensivo sulle obbligazioni societarie europee perché i rischi politici a livello Paese si stanno ripresentando e potrebbe aumentare ancora. Siamo inoltre dell’idea che gli investitori dovrebbero mantenere una duration breve sui bund tedeschi (i cui rendimenti potrebbero toccare il fondo e poi risalire) e incrementare la duration sui Treasury Usa (anche a scopo difensivo).
Le strategie che beneficiano delle sorprese inflazionistiche (ad es. le obbligazioni indicizzate all’inflazione) potrebbero essere vantaggiose nella fase matura del ciclo. Un breve commento sulla Brexit: visto che la scadenza si sta avvicinando e visto il permanere di un clima di forte incertezza, abbiamo assunto un approccio più prudente nei confronti delle azioni britanniche (posizione neutrale). Siamo prudenti sulla sterlina rispetto all’euro.
Rischi e coperture Considerati i rischi geopolitici (tensioni commerciali, ritiro degli USA dall’accordo con l’Iran e implicazioni di tale decisione sul prezzo del petrolio, evoluzione del panorama politico europeo), si consiglia di mantenere molteplici coperture per tutelarsi dalle correzioni dei mercati azionari e dall’ampliamento dello spread del credito, soprattutto nel segmento high yield

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