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di Finanza Operativa 15 Novembre 2018 | 18:30

A cura di Wings Partners Sim

Il Governo italiano ha ripresentato la propria proposta di bilancio all’Unione Europea (in ritardo rispetto al termine massimo previsto) lasciando immutati i numeri principali emersi due settimane fa, ovvero un deficit del 2,4% ed una crescita economica prevista dell’1,5% per il 2019. Entrambe le misure sono difformi rispetto alle richieste, in quanto la crescita dell’indebitamento avviene in spesa corrente e porterà a crescere ulteriormente il debito pubblico in un momento di espansione economica, che viene oltretutto sovrastimata essendo le attese comunitarie fissate all’1,2%; se il PIL italiano rispettasse quest’ultimo dato ne deriverebbe un minor gettito e anche le stime di deficit sarebbero disattese.

Ora la decisine spetta alla Commissione Europea, se procedere come anticipato con una procedura di infrazione che potrebbe determinare multe da svariati miliardi nei confronti di Roma, a rischio di dare un ulteriore impulso al sentimento antieuropeista già dilagante nel Paese. La posizione di Bruxelles è resa meno forte anche dal cambiamento dei membri a seguito delle elezioni del Parlamento del prossimo maggio, da cui potrebbe emergere la diffusione un cambiamento delle forze in essere verso partiti con vocazione “populista”.

Dall’altro canto la Commissione è sotto pressione per dimostrare di essere in grado di mettere in atto in maniera appropriata le regole fondamentali dell’Unione, che includono quelle di bilancio degli Stati membri a tutela della stabilità del sistema finanziario e della moneta unica. In una procedura di infrazione il Governo rischia una multa fino allo 0,2% del PIL di 1.700 miliardi di euro, che può salire allo 0,7% in caso della mancata implementazione di norme volte a riportarsi in linea con i parametri richiesti da Bruxelles.

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