Il Governo valuta lo stop alla riforma del credito cooperativo

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di Finanza Operativa 15 Novembre 2018 | 14:30

Secondo indiscrezioni stampa sarebbero al vaglio del Governo italiano alcuni provvedimenti di sicuro impatto sul credito cooperativo:

  • un emendamento all’articolo 20 del decreto fiscale al Senato che prevede infatti solo per gli istituti cooperativi con patrimonio netto inferiore a 100 milioni di euro, CET1 ratio inferiore al 8% ed NPLs ratio superiore al 15% l’obbligo di confluire in una delle tre holding capogruppo (Iccrea, Cassa Centrale, Gruppo Raiffeisen);
  • una norma che sospenderebbe il mark to market dei titoli di Stato posseduti dalle BCC (in aperto contrasto con quanto previsto dalla normativa).

Secondo rumors, sarebbero poi allo studio anche norme per esentare le banche popolari dalla trasformazione in spa (attualmente Popolare di Sondrio e Banca Popolare di Bari sono gli unici istituti a non essersi ancora trasformati).

Le norme allo studio del Governo, secondo gli analisti di Equita, azzererebbero di fatto l’impianto della riforma del credito cooperativo, trasformando di fatto l’obbligo ad aderire a gruppi unici a semplice facoltà.

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