Azionario Europa: posizionamento tattico più costruttivo

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di Finanza Operativa 19 Novembre 2018 | 18:30

A cura di Anima Sgr
Il cambiamento più evidente è quello realizzato da un punto di vista tattico sui mercati azionari: a seguito dell’ultima correzione il proposito è di sfruttare la recente fase di debolezza per incrementare l’esposizione. In particolare, questo orientamento marginalmente più costruttivo si traduce in un giudizio migliore (da negativo a neutrale) sulle Borse europee, che nel futuro prossimo dovrebbero ritrovare il favore degli investitori dopo un lungo periodo di deflussi di capitale.
La recente fase di debolezza, se ha portato le Borse europee ad una contrazione di circa il 10% da inizio anno, con un orizzonte temporale più di medio termine le attuali valutazioni incorporano dei premi al rischio che possono essere considerati interessanti. Basti pensare che il rapporto fra prezzo e utili del mercato azionario globale è arrivato addirittura ai minimi da inizio 2016.
L’esposizione sui fondi che puntano su questi mercati è stata così gradualmente incrementata ritenendo molti degli scenari negativi già scontati nei corsi azionari. Tuttavia, nel breve termine andranno monitorati tre aspetti, che potrebbero riportare volatilità: in primis, i risultati delle trimestrali che stanno orientando l’andamento dei principali indici. In secondo luogo la vicenda Brexit, dove al momento non c’è un piano preciso e ancora molta incertezza.
A nostro avviso un accordo verrà raggiunto tra Gran Bretagna e Ue, ma crediamo che le prossime settimane siano cruciali e non possiamo escludere sorprese negative. Infne, potrebbero rappresentare un catalyst positivo, a metà dicembre, quando i vertici della Ue si riuniranno, gli eventuali passi in avanti verso sistemi fscali europei maggiormente integrati. Per quanto riguarda il posizionamento settoriale dei fondi che puntano sulle Borse europee, in un contesto di rotazione settoriale è stato incrementato il peso del settore farmaceutico; inoltre, la view è costruttiva sul comparto information technology, in quanto le società stanno registrando un trend positivo degli utili, accompagnato da una crescita strutturale; giudizio neutrale sul settore energetico e anche su quello alimentare.
Italia: approccio cauto in attesa della stabilità. La situazione sull’Italia rimane instabile e delicata e, in particolare, ad alimentare le preoccupazioni degli investitori è stato l’inasprimento del confronto fra Governo e istituzioni europee sul tema della manovra fnanziaria. Il mercato azionario italiano è come si dice in gergo in “trend di ribasso” (bear trend), cioè oltre il 20% sotto i massimi di maggio.
Le tensioni sono soprattutto aumentate dopo che la Commissione Ue – considerando il Documento di economia e fnanza e la bozza di legge di bilancio 2019 presentati dall’Italia come una violazione senza precedenti degli obblighi fnanziari derivanti dal Patto di Stabilità e Crescita – lo scorso 23 ottobre ha formalmente respinto la manovra al mittente. A questo punto il governo italiano ha a disposizione tre settimane per rivedere l’impianto della legge di bilancio e rimandarlo alla Ue che, a sua volta, entro il 30 novembre dovrà esprimere un’opinione defnitiva.
Qualora si dovessero ancora riscontrare delle violazioni gravi delle norme comunitarie, allora potrà essere avviata già da dicembre una procedura d’infrazione per eccesso di defcit. In questa ipotesi è comunque ragionevole ipotizzare che nel corso del 2019 governo e Commissione Ue possano concordare un percorso di aggiustamento dei conti pubblici con un orizzonte di medio termine.
Nel frattempo sono arrivati anche i verdetti molto attesi sul debito pubblico da parte delle agenzie di rating. Prima è stata la volta dell’agenzia Fitch che aveva portato l’outlook sull’Italia da stabile a negativo, lasciando il rating invariato a BBB; Moody’s ha tagliato il rating a Baa3, mantenendo un outlook stabile. L’agenzia Standard &Poor’s, infne, lo scorso 26 ottobre, da un lato ha rinnovato il rating BBB ma ha ridotto l’outlook da stabile a negativo, facendo intravedere un possibile declassamento.
Nel complesso la visibilità a medio termine, dunque, resta molto bassa e non si può escludere, prima di una stabilizzazione della situazione, un ulteriore aumento della pressione sull’Italia da parte sia dei mercati fnanziari, sia dell’UE e della BCE, per una revisione delle politiche economiche. Il nostro approccio di gestione, dunque, continua ad essere prudente, in attesa che emerga una prospettiva più chiara per il 2019.

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